INTERVISTA - Progna: "Lecce, serve la partita della vita. Bari, io tifo per Cornacchini"

07.05.2019 19:00 di Domenico Brandonisio   Vedi letture
© foto di Andrea Pasquinucci
INTERVISTA - Progna: "Lecce, serve la partita della vita. Bari, io tifo per Cornacchini"

Gradito ex di Bari e LecceDomenico Progna fa il punto della situazione su biancorossi e giallorossi ai nostri microfoni. Con le analisi l'ex difensore parte dalla formazione guidata da Liverani. La Serie A è ad un passo, ma contro lo Spezia conteranno solo i tre punti: "Domenica servirà la partita della vita, sarà una specie di dentro o fuori. Lo Spezia da un lato non è sicuro di fare i playoff, perdendo rischierebbe di essere fuori. Sarà una bella partita. Il Lecce al contrario giocherebbe in casa, il pubblico sta rispondendo presente e questo è un bene. I salentini hannon tutte le carte in regola per centrare la promozione in Serie A, è la squadra che ha espresso il miglior calcio. Anche se qualcosa è stata lasciata passare in difesa. Speriamo che possa arrivare un'altra vittoria. Di sicuro, questa, è una formazione che sa soffrire". 

Nessun dubbio sul giocatore che lo ha maggiormente impressionato: "Mancosu mi ha impressionato molto, ha tiro e tempi ottimali. Non a caso è il vice capocannoniere del club. E' l'arma in più di questa squadra, già di suo ottimamente collaudata". 

Idee altrettanto chiare sui galletti: "Vincere subito, anche se in D, non è facile. Questo è un campionato strano, ci sono campi molto caldi soprattutto nel girone I. So che c'è qualcuno che non è contento del gioco espresso da Cornacchini e dalla squadra in campo, ma a mio avviso in questa categoria non conta tanto il bel gioco quanto soprattutto il risultato. L'obiettivo, in fondo, era abbandonare con ogni mezzo questo tipo di campionato. Non credo che la filosofia debba cambiare di molto il prossimo anno, anche se chiaramente bisognerà fare ed investire tanto. Il girone meridionale è ricco di squadre agguerrite. Bari merita ben altro come piazza, ovviamente. Spero possa tornare più in alto". 

Positivi i ricordi di Bari, malgrado i poco lusinghieri risultati del campo. nel 1991/92 arrivò un'inaspettata retrocessione: "Retrocedemmo dalla A pur avendo una squadra sulla carta molto forte. La società fece l'errore, una volta cacciato Salvemini, di prendere un allenatore esperto come Mazzone. Si preferì invece puntare tutto su Boniek. Non eravamo da retrocessione, noi. Platt? Era veramente un fuoriclasse, arrivammo entrambi in estate. Parliamo di un giocatore forte, con personalità e carisma. Boban, invece, non riuscì ad integrarsi benissimo nel contesto barese. Pesò anche il grave infortunio di Joao Paulo, era per tutti noi una risorsa importante". 

Non fu più fortunato l'anno successivo. Il sogno dell'immediato ritorno in A svanì a causa dei tanti infortuni: "Eravamo partiti abbastanza bene. Poi si fecero male troppi calciatori e tutto sfumò. In casa col Bologna io mi ruppi la tibia, per esempio. Alla fine a pagare fu Lazaroni. Protti e Tovalieri furono una nota positiva, sul piano realizzativo e della personalità". 

Progna si augura di vedere al più presto un 'San Nicola' gremito come ai suoi tempi di militanza in biancorosso: "Nelle partite più importanti la gente ha comunque risposto bene e non mi riferisco alla sola sfida contro il Rotonda. Spero che l'anno prossimo ci sia sugli spalti del 'San Nicola' ancora più gente. Ripartire dopo un fallimento è sempre molto dura, ma lo spirito d'appartenenza non deve mancare. E non è mancato. Quanto ai De Laurentiis, sicuramente hanno grandi potenzialità. Ma bisogna capire cosa vogliono farne, del Bari. A Napoli i rapporti mi sembrano difficili. In ogni caso parliamo di piazze importanti e che vivono per il calcio".