Bari, Cornacchini: "Domani conterà il cuore più della tattica. Vincere in D non è facile come molti pensano"

13.04.2019 12:15 di Domenico Brandonisio   Vedi letture
Bari, Cornacchini: "Domani conterà il cuore più della tattica. Vincere in D non è facile come molti pensano"

Vigilia di campionato per Giovanni Cornacchini. Così il tecnico del Bari introduce in conferenza stampa la sfida contro il Portici: "Non so se si chiuderanno i conti, comunque la settimana è andata bene. Dobbiamo essere lucidi, sereni. E trovare la vittoria. Chiaramente mi aspetto una reazione da parte della squadra dopo il ko rimediato domenica scorsa contro la Nocerina. Non conta né la tattica o tantomeno gli schemi. Conterà il cuore, prima di tutto. Bisogna dare la sterzata finale al campionato".

Quindi un passo indietro: "L'approccio alla gara di domenica scorsa non è stato bellissimo, inutile trovare giustificazioni. Adesso gli sforzi vanno moltiplicati, le energie e le forze ci sono. E' tutta una questione mentale. Portici? Troviamo una squadra in salute, che sta disputando un grande girone di ritorno. Non sarà facile, è una squadra che andrà messa in difficoltà subito per non complicarsi la vita.  Formazione? Pochi dubbi. E Simeri, come tutti i suoi compagni di reparto, mi dà certezze". 

La partita di domani potrebbe valere, in caso di risultati favorevoli dagli altri campi, la promozione aritmetica in C. Ma il mister non si aspetta e non pretende un colpo d'occhio diverso dal solito, perlomeno dai soliti diecimila: "Non mi aspetto niente, anche se mi auguro capiscano il momento. Questa squadra ha bisogno anche del supporto della tifoseria. Se un mio giocatore sbaglia una palla e viene fischiato è uno sbaglio assoluto. Siamo in una categoria in cui ci sono delle diffocoltà oggettive. Poi a fine partita si può fischiare o applaudire". 

E ancora: "Ricordo a tutti che questo girone non lo conoscevo, altre formazioni stanno trovando difficoltà importanti. Adattarsi all'ambiente è fondamentale. A volte è curioso sentire anche qualche ex calciatore. Chi ha fatto calcio non può dire certe cazzate e parlare di cali inammissibili. Il calcio non è una scienza esatta. E qui il fattore ambientale è importante".