Gillet non dimentica ancora il suo passato con la maglia del Bari. E si sofferma in particolare sugli ultimissimi anni di militanza in biancorosso, ai microfoni di gianlucadimarzio.com: "Avevamo un potenziale incredibile - dice - sarà stato sfruttato al 15-20%. Allo stadio si veniva a vedere giocare a calcio, per quattro anni è stato così. Ma poi è emersa quella maledetta mentalità per cui una volta che raggiungi un obiettivo, puoi, come si dice, stare bbun (stare bene, ndr). Non si è voluto costruire, provare a mettere il mattone successivo. E non si è sfruttato quell’enorme potenziale. La società era forte, si poteva fare davvero bene: si era creato un legame tra squadra e città, potevamo diventare come un secondo Chievo Verona. Se non un’Atalanta". 

Erano gli anni di Conte prima e Ventura poi. Prima una promozione in A e poi una salvezza pià che tranquilla, a suon di punti e di record. Con l'Europa League appena sfiorata. Eloquente il suo giudizio su entrambi i tecnici: "Rivoluzionari". 

Sezione: BARI / Data: Mar 18 Febbraio 2020 alle 17:30
Autore: Domenico Brandonisio
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