Il punto - Bari, il 3-4-3 compromesso per sognare: sacrificato Tello, ma si vola con le ali

 di Davide Abrescia  articolo letto 987 volte
Il punto - Bari, il 3-4-3 compromesso per sognare: sacrificato Tello, ma si vola con le ali

Dal letame nascono i fior. È successo più o meno questo a Fabio Grosso che, tra mille difficoltà affrontate nel match casalingo contro l'Avellino, ha pescato dal cilindro un inedito 3-4-3. Una soluzione tattica, o meglio un compromesso tattico, che può far convivere la difesa a tre studiata dal tecnico ex Juventus  e uno dei giocatori più tecnici della rosa del Bari: Cristian Galano. 

LA DIFESA A TRE- Mister Grosso preferisce non parlare di moduli, forse ha anche ragione. La difesa a tre vista contro l'Avellino è una finta difesa a tre. Contano le idee di gioco e come esse vengono applicate. In fase di palleggio la difesa si disponeva a quattro, con un centrocampo a tre: Fiamozzi scalava sulla destra, rimanevano centrali Cassani e Marrone e Morleo scivolava sull'out sinistro. Una maniera per conservare la spinta dei terzini e dare ampiezza al gioco: mister Grosso è riuscito nella mission architettata prima del match. Questa disposizione tattica permette, inoltre, l'impostazione della manovra sin dalle retrovie: il compito viene affidato a Luca Marrone, che si è calato perfettamente nel ruolo e riesce a dirigere i tempi in fase difensiva ma anche in fase di palleggio. Il Bari di fatto può contare su un doppio regista: Marrone più uno tra Basha e Petriccione. Risultato? Il pallino del gioco è quasi sempre in mano ai biancorossi.

IL SACRIFICATO- Chi dovrà adattarsi a questo nuovo sistema di gioco è Andrès Tello. Il colombiano è stato schierato come quarto di centrocampo dal tecnico biancorosso. Anche qui, parlare di un ruolo definito è difficile. In fase di possesso Tello può occupare due ruoli: se il terzino si dispone come quarto difensivo, la mezz'ala colombiana occupa il ruolo di interno di centrocampo invece se i tre centrali rimangono più stretti, lui è costretto ad allargarsi per dare ampiezza alla manovra, perdendo quella fisicità che lo contraddistingue in mezzo al campo. In fase difensiva, invece, deve sacricifarsi perché è costretto a occupare il ruolo di quinto difensore, soprattutto quando le squadre avversarie dispongono di due esterni rapidi e pericolosi. Tello però è il jolly che permette al 3-4-3 di diventare un 4-3-3 in corso d'opera. 

ALI MICIDIALI- Se hai Cristian Galano, non puoi non metterlo nelle condizioni di esprimere tutto il suo talento. Detto, fatto. Mister Grosso studia a tavolino questo 3-4-3 proprio per il rientro del talento foggiano in campo, che risponde con giocate di classe e con il gol. A beneficiarne, però, non è solo Galano. Anche Riccardo Improta con questo 3-4-3 è più vicino alla porta e, visto il periodo di grazia che sta vivendo, tenerlo lontano sarebbe un sacrilegio. Le firme del match portano il nome di Galano e Improta, le ali a cui Grosso si affiderà per far volare il suo Bari. Corri Bari...Corri. O meglio, vola Bari...Vola!