INTERVISTA - Avellino-Bari, il doppio ex Colombo: "Per la B servirà spirito di gruppo. Dai DeLa mi aspetto molto"

17.10.2019 18:30 di Domenico Brandonisio   Vedi letture
© foto di Jacopo Duranti/TuttoLegaPro.com
INTERVISTA - Avellino-Bari, il doppio ex Colombo: "Per la B servirà spirito di gruppo. Dai DeLa mi aspetto molto"

E' stato uno dei protagonisti del Milan vincente di Sacchi: scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale sono arrivati in serie, sul finire degli anni '80. Ma forse non tutti sanno che Angelo Colombo - centrocampista brianzolo classe 1961 - è stato anche parte della storia di Avellino (nel 1984/85) e Bari (dal 1990 al 1992, 26 presenze collezionate e 2 reti). In entrambi i casi, trattasi di ricordi di Serie A. La redazione di tuttocalciopuglia.com lo ha contattato telefonicamente. 

Buon pomeriggio signor Colombo. Avellino e Bari sono state due piazze importanti della sua carriera, ricordi di Serie A. Ora sono in C, ma il fascino di entrambe resta immutato. 

"Sono due squadre che hanno una storica calcistica importante. L'Avellino è in un momento di grande difficoltà, di società e di risultati. Meriterebbe palcoscenici ben più importanti, cosi come i biancorossi. Spero che alla lunga le cose possano cambiare. Bari, al contrario, ha una proprietà importantissima. I De Laurentiis li conosciamo, sono ambiziosi e con Napoli hanno dimostrato tanto. Possono dare ancora tanto al calcio. Nulla può impedire loro di replicare quanto è stato fatto con i partenopei". 

Quali i suoi ricordi sull'esperienza coi biancorossi? Furono due anni intensi. 

"Il primo anno fu positivo, poi ad incidere furono gli infortuni. Ma conservo amicizie ed ottimi ricordi della piazza. Ho avuto il piacere di conoscere il 'San Nicola' nuovo di zecca, pieno soprattutto. Il Bari dell'epoca aveva una grande organizzazione, con un seguito importante di tifosi. Difficile vedere qualcosa di simile anche in Serie A". 

Il Bari ha cambiato guida tecnica, è passato da Cornacchini a Vivarini. E la piazza ha ritrovato fiducia. 

"Vivarini sta facendo bene, la squadra è attrezzata e mi auguro raggiunga l'obiettivo prefissato. Ma il raggiungimento di risultati importanti, anche a certi livelli, non dipende dai soli giocatori, dalla società o dal presidente. Bisogna tutti remare verso un unico obiettivo. Servo lo spirito di gruppo, col collettivo realmente capace di avere la meglio sugli individualismi".