INTERVISTA - Scarafoni: "Fiero di aver passato parte della mia carriera a Bari. I DeLa? Non trascurino la squadra"

04.12.2018 22:30 di Domenico Brandonisio  articolo letto 280 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
INTERVISTA - Scarafoni: "Fiero di aver passato parte della mia carriera a Bari. I DeLa? Non trascurino la squadra"

Cinquantatré anni e non sentirli. Oggi Lorenzo Scarafoni ha compiuto gli anni e, nella storia del Bari, resta uno dei giocatori più importanti ad aver indossato la maglia biancorossa negli ultimi trent'anni. La redazione di tuttocalciopuglia.com  lo ha intervistato per avere un suo parere sul Bari attuale e del futuro, senza ovviamente dimenticare quanto di buono è stato fatto in passato (62 presenze e 6 reti coi galletti tra il 1988 ed il 1991).

Buonasera e buon compleanno signor Scarafoni. Oggi lei compie 53 anni, parte di questi sono stati trascorsi indossando proprio la maglia del Bari...

"Ho passato dei bei periodi a Bari, peraltro ottenendo a livello di squadra ottimi risultati. Ne sono orgoglioso. Tra promozioni sul campo e coppe sollevate ci siamo comportati bene, ma anche dopo il mio addio sono rimasto legato a questa città. Il ricordo è ottimo. La Mitropa Cup non avrà la risonanza delle coppe europee più blasonate, me era pur sempre una delle competizioni per club più antiche d'Europa". 

Erano i tempi del compianto Vincenzo Matarrese...

"Ho avuto la fortuna di avere non solo lui, ma anche Rozzi ed Anconetani. E' gente che a questo calcio manca tantissimo, onore a loro per quello che sono riusciti a fare nel tempo. Sono state delle personalità importanti. Non come avviene oggi, contesto in cui c'è grande confusione e tutti fanno tutto. Così Bari ha pagato il suo dazio. C'è una volgarità culturale in tutti i sensi, sembriamo vicini al dover toccare il fondo. Mi auguro che ben presto si possa risalire, soprattutto nel calcio. Situazioni verificatesi negli ultimi anni ai miei tempi sarebbero state inconcepibili". 

Ora ci sono i De Laurentiis al timone. E' il profilo societario che ci voleva? 

"Stanno facendo ottime cose nel mondo del calcio, la loro solidità ed i risultati ottenuti col Napoli parlano chiaro. Ma non credo possano tenere due società così importanti in mano. Bari non è una società di provincia o di una categoria inferiore, sarebbe stato diverso in caso contrario. Spero di sbagliarmi, ma la piazza pugliese ha bisogno di qualcuno che sposi la sua causa al 100%. Spero pertanto che nulla venga trascurato o lasciato al caso. Bari non è seconda a nessuno. Detto questo, non fasciamoci la testa prima di rompercela. Prima si arrivi in B, poi si vedrà". 

Il Bari attuale, intanto, domina il girone I di Serie D...

"Era prevedibile, qualora non fosse accaduto sarebbe stato grave. Certo, realtà come Cesena ed Avellino stanno facendo un po' di fatica, probabilmente avranno avuto più difficoltà. E sicuramente, in questo caso, i meriti di De Laurentiis sono tanti. Non è facile organizzare tutto in poco tempo ed ottenere subito risultati". 

C'è mai stata in passato la possibilità di tornare a Bari, da calciatore o da dirigente? 

"Da calciatore mai, da allenatore c'è stato qualche pourparler, soprattutto per il settore giovanile. Poi mai oltre. Credo sia stato il periodo in cui Di Gennaro, ai tempi della B, sarebbe potuto diventare dirigente dei biancorossi. Fu una cosa molto velata". 

Un saluto finale ai tifosi del Bari...

"Intanto faccio loro gli auguri di buon Natale. E poi di tornare presto nelle categorie che più competono".