INTERVISTA ESCLUSIVA - Vanoli: "L'Italia, il mio calcio e la difesa: Bisceglie, ci salveremo"

13.03.2019 11:30 di Dennis Magrì  articolo letto 536 volte
INTERVISTA ESCLUSIVA - Vanoli: "L'Italia, il mio calcio e la difesa: Bisceglie, ci salveremo"

I risultati sono sotto gli occhi di tutti, la cura Vanoli ha fatto (e sta facendo...) effetto. Il Bisceglie ha iniziato a correre verso una salvezza che fino a qualche settimana fa sembrava a rischio e che ora può diventare realtà. Merito dell'arrivo di un tecnico che ha dato solidità al reparto arretrato e dell'operato della società nerazzurra nella finestra invernale di mercato. Per parlare di tutto questo, ma non solo, TUTTOcalcioPUGLIA.com ha intervistato in esclusiva proprio Rodolfo Vanoli, da inizio gennaio alla guida del Bisceglie e con un passato in Slovenia in cui ha vinto una Coppa, una Supercoppa ed un campionato.

Partiamo dagli otto punti conquistati nelle ultime quattro partite: momento d'oro...
"Il merito è tutto dei miei ragazzi, stanno apprendendo dal mio lavoro. Ho la fortuna di avere una società dietro che mi sta dando tutto ciò che chiedo e si è creato un feeling importante. Però non abbiamo ancora fatto niente: sono punti che danno morale e fiducia, che permettono di fare qualcosa in più. Ma non mi fermo mai alle cose positive".

Ci spiega come si comporta il club? Spesso vediamo Canonico accanto a lei, è una società presente?
"Tra me e il presidente c'è un rapporto speciale. Quando firmai il contratto, lo feci per il rapporto che si era creato tra me e lui. Non era un discorso economico, ma voglia di tornare a casa, in Puglia. Lui mi ha dato questa opportunità e penso che i risultati siano frutto anche di un rapporto importante che c'è anche tra me e la società, che si trasmette anche al gruppo".

Come ha accolto il ritorno in Italia dopo anni vittoriosi in Slovenia?
"Lì stavo benissimo, soprattutto a Lubiana ho avuto la fortuna di vincere il campionato e di disputare il preliminare di Champions League, di fare calcio ad alto livello. Però c'era voglia di tornare e di mettermi in discussione nella mia nazione. L'italiano si sente bene a casa sua e questa cosa l'ho fatta con grande umiltà. Ho intrapreso questo percorso, consapevole di poter fare qualcosa d'importante. All'inizio ho avuto qualche problema, c'era il mercato in corso. Poi il 31 gennaio, dopo un ottimo lavoro, mi son stati messi a disposizione ragazzi di qualità e che vogliono migliorarsi".

E soprattutto tre clean-sheet di fila. Quanto è importante la difesa nella sua filosofia di calcio?
"Quando si fanno le case, si parte dalla fondamenta e non dal tetto. Molte società comprano tanti attaccanti, ma i grandi club vincono anche con una differenza reti importante. Nel senso che meno subisci, più dai solidità e compattezza alla tua squadra. Io ho lavorato tanto su questo, perché ho un mio credo calcistico. Spesso mi scontro con calciatori che non vedono il calcio come lo vedo io, cioè fatto di coperture e uno contro uno. In Italia questa cosa sta andando a scemare, molti difendono a zona e non a uomo. Ho avuto la fortuna di avere grandi maestri, da Fascetti a Mazzone, e di aver giocato contro campioni come Maradona, Gullit e Van Basten. E contro questi qui, marcando a zona, sarebbe stato un problema".

Manca qualcosa in attacco?
"I miei attaccanti stanno facendo un gran lavoro per la squadra. Sicuramente manca qualcosa, ma strada facendo son sicuro che arriveremo anche lì. Ai miei ragazzi dico di cercare il movimento e non il gol, perché se un centravanti non lo trova va in difficoltà. Lavoriamo comunque con grande serenità, a me interessa la squadra e non il singolo. Abbiamo 29 calciatori, il mio credo è quello di mettersi a disposizione del gruppo".

Convinto della salvezza?
"Stiamo lavorando per questo. I miei calciatori sono consapevoli di ciò che stiamo facendo, la strada è quella giusta e sono convinto che un passo alla volta arriveremo all'obiettivo primario".

Futuro: è prematuro parlarne?
"Io sono contentissimo di dove sono, il presidente mi conosce e sa cosa penso. Sono una persona che ha degli obiettivi e prima li raggiungo, poi mi siedo a tavolino. Oggi per me esiste solo il presente ed il Bisceglie. Per il resto fa piacere che la gente inizi a parlare di noi, ma non mi esalto per una vittoria e non mi deprimo per una sconfitta. Il calcio lo conosco bene: c'è sempre un pericolo dietro l'altro ed io cerco sempre di capirlo in anticipo".