Il pareggio più bello “D” sempre: sorridi, Brindisi, sei in Serie D!

Tante le emozioni al "Guariglia": l'1-1 finale riconsegna alla città di Brindisi quella Serie D persa in maniera ignobile quattro anni fa.
09.06.2019 18:15 di Vito Salvatore Di Noi   Vedi letture
Il pareggio più bello “D” sempre: sorridi, Brindisi, sei in Serie D!

Un pomeriggio in cui accade di tutto quello del “Guariglia” di Agropoli: emozioni, doppia inferiorità numerica per gli adriatici ed anche paura per un tifoso ospite sugli spalti, ma alla fine il Brindisi strappa via da Agropoli un prezioso 1-1 che, dopo quattro anni, riporta la compagine biancazzurra in Serie D. Tanta la gioia per una città che, nel corso delle ultime annate, ha sofferto nei campi più polverosi della regione e che ora, invece, può finalmente ritornare a militare nel massimo torneo dilettantistico nazionale.

Di fronte all’incirca 1500 spettatori, dei quali la metà giunti da Brindisi, il primo sussulto offensivo della gara è di marca locale: Graziani, dai 20 m, prova a soprendere Pizzolato, ma la sfera si spegne di un soffio a lato. Gli ospiti rispondono al 6’ con Procida, il cui tiro dal limite è deviato in corner dalla retroguardia dell’Agropoli. La posta in palio si avverte in termini agonistici, tant’è che nel giro di dieci minuti rimediano il giallo Iaia, Imparato e Manzillo. Al 32’ il Brindisi sfiora il gol con un destro a giro di Procida: il servizio di Quarta per il numero 7 ospite è impeccabile, mentre la conclusione sibila di un nulla il palo alla sinistra di Capone. A tre minuti dal termine del primo tempo, il Brindisi resta in dieci uomini: ingenuità di Iaia in mezzo al campo che, già ammonito, rimedia il secondo giallo, guadagnandosi anzitempo gli spogliatoi. La truppa di Olivieri appare nervosa e a farne le spese è Quarta, ammonito per un fallo di frustrazione.

Paura tra primo e secondo tempo, per via del malore occorso ad un tifoso nel settore ospiti: dopo una serie di colloqui durati quasi un’ora, le varie parti in questione decidono di far riprendere la gara.

La ripresa si apre con l’immediato gol del Brindisi: punizione di Quarta, Pignataro si avventa come un falco sulla sfera e non lascia scampo a Capone, facendo esplodere i supporters adriatici. Ma il vantaggio ospite dura appena cinque minuti: il Direttore di Gara, infatti, giudica irregolare un tocco di un mano in area di un calciatore del Brindisi, assegnando all’Agropoli il rigore che Natiello non sbaglia. Al 61’ l’Agropoli sfiora il vantaggio con D’Attilio, mentre due minuti più tardi è Graziani a creare qualche grattacapo dalle parti di Pizzolato. Girandola di cambi, soprattutto nel Brindisi, con Olivieri intenzionato a spezzare il ritmo di gara per guadagnare tempo. A dieci minuti dal termine, la finale torna ad accendersi: gol annullato ad Acosta  per sospetta posizione di offside, su capovolgimento di fronte l’Agropoli reclama per un fallo in area di rigore. All’83’, il Brindisi resta perfino in nove uomini: Schirone, infatti, rimedia il rosso diretto. Pressing Agropoli: a tre minuti dal termine, Capozzoli calcia dai 20 m cogliendo una clamorosa traversa, con la sfera che poi tocca la linea di porta, probabilmente senza varcarla.
L’espulsione di Pignataro dalla panchina è l’ultimo evento da segnalare di un pomeriggio folle, ma che alla fine riconsegna agli ospiti quella promozione tanto inseguita nell’ultima stagione: ed allora sorridi Brindisi, sei in Serie D!

AGROPOLI-BRINDISI 1-1 (tot. 1-2) 48’ Pignataro (B), 53’ Natiello su rig. (A)