La piazza di Molfetta sogna a occhi aperti: la compagine guidata da Renato Bartoli, prima della classe in Eccellenza a sette gare dal termine delle ostilità, vanta un importante +4 sul Corato secondo e può perfino concedersi il “jolly” di un ko per garantirsi l’accesso in Serie D dalla porta principale.

Ai microfoni di TUTTOcalcioPUGLIA.com il capocannoniere dei biancorossi, nonché del campionato, Davide Ventura, ha analizzato il magic-moment del Molfetta.
“Essere primi in classifica a sette gare dalla conclusione e poter disporre di un vantaggio importante sul Corato è sicuramente motivo di soddisfazione: la meta, tuttavia, non è ancora raggiunta, ragion per cui bisognerà rimanere concentrati fino al termine del campionato, provando a vincerle tutte e sperando che il Corato non faccia altrettanto”.

A rendere il tutto ancor più straordinario le velleità iniziali del Molfetta, presentatosi ai nastri di partenza con l’intento di far bene, ma sicuramente non di primeggiare.
“La squadra è stata costruita per disputare un buon campionato: primeggiare era un sogno, più che un obiettivo reale e concreto. Tra le compagini maggiormente accreditate al salto di categoria vi erano Corato, unica squadra in linea con le ambizioni di vertice, ma anche Barletta e Fortis Altamura. Noi abbiamo capito il nostro reale valore giornata dopo giornata: questo è un gruppo che ha potenzialità importanti e che ora non vuole più fermarsi”.

Al timone del Molfetta un tecnico emergente come Renato Bartoli: quant’è importante avere come punto di riferimento un profilo giovane?
“Il mister ha appeso gli scarpini al chiodo da poco: lo scorso anno ha traghettato il Molfetta riuscendo a guadagnarsi con pieno merito la riconferma per questa stagione. Lo conosco da 10 anni circa e so che il suo sogno era quello di allenare e, risultati alla mano, lo sta facendo egregiamente. L’esperienza la si guadagna con il tempo, ma la sua profonda conoscenza del campionato di Eccellenza e il lavoro svolto in sinergia con il ds Frascati hanno permesso di costruire una squadra di categoria, affamata e che a livello fisico non ha nulla da invidiare a nessuno. Nel calcio non sempre primeggia chi spende di più”.

Stagione importante, inoltre, a livello personale: quali sono le sensazioni di Davide Ventura?
“Le sensazioni sono ottime e mi auguro di continuare così: il primato nella classifica dei cannonieri mi inorgoglisce, ma il calcio è un gioco di squadra ed è importante anteporre gli obiettivi collettivi a quelli individuali”.

Molfetta, a distanza di anni, torna a sognare in grande.
“L’entusiasmo è palpabile: questa società, gettando le basi in Promozione, è riuscita a creare quella sinergia che, negli anni passati, era mancata. Nelle sfide di vertice, sugli spalti vi erano tremila persone e, in media, possiamo quasi sempre contare sull’apporto di circa un migliaio di tifosi. Anche in trasferta il seguito è aumentato, a testimonianza dei grandi risultati che siamo riusciti a mettere in cascina fin qui”.

Se le dovessero proporre di perdere la classifica-marcatori, ma di vincere il campionato, lei accetterebbe?
“Assolutamente sì, ci metterei la firma in questo momento e sarei disposto anche a non segnare più fino al termine del campionato (ride, ndr). Ripeto, il calcio è uno sport collettivo: vogliamo ridare la Serie D a Molfetta e, a livello personale, dopo oltre un decennio trascorso in Eccellenza, anche io ho voglia di misurare le mie potenzialità in una categoria più affascinante come quella della D. Spero, tuttavia, di riuscire a centrare entrambi gli obiettivi”.

Sezione: ECCELLENZA&PROMOZIONE / Data: Mer 19 Febbraio 2020 alle 18:30
Autore: Vito Salvatore Di Noi
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