26 agosto-6 ottobre, da Bisceglie-Matera a Bisceglie-Matera: come può cambiare un mondo in appena 41 giorni

Classe 1988. Giornalista professionista. Lavora per Radionorba e Eleven Sports. Vincitore dei premi "Antonio Ghirelli" (2017) e "Tommaso Francavilla" (2018)
09.10.2018 00:00 di Vincenzo Murgolo Twitter:   articolo letto 677 volte
26 agosto-6 ottobre, da Bisceglie-Matera a Bisceglie-Matera: come può cambiare un mondo in appena 41 giorni

Se una persona vedesse scorrere davanti ai propri occhi, senza guardare il calendario, le immagini di Bisceglie-Matera 0-3 di Coppa Italia e di Bisceglie-Matera 1-0 di sabato scorso penserebbe che si tratta di due partite appartenenti a due epoche diverse. Di sicuro non penserebbe che si sono giocate ad appena 41 giorni di distanza l’una dall’altra. Partiamo dai dati ufficiali e guardiamo le formazioni titolari schierate dai nerazzurri nei due incontri. Il 26 agosto, giorno della gara di Coppa Italia, l’allora tecnico Carlo Prayer mandava in campo: Addario; Delvino, Markic, Calandra; Colella, Risolo, Pirolo, Montinaro, Raucci; Ippedico, Messina. Sabato scorso, invece, l’undici iniziale scelto da Ciro Ginestra, tornato in sella dopo il breve interregno del collega pugliese, è stato il seguente: Crispino; Markic, Maccarrone, Maestrelli; Longo, Risolo, Toskic, Onescu, Jakimovski; Starita, De Sena. Per farla breve: solo due giocatori confermati, ossia capitan Risolo e Markic, da una partita all’altra. Passiamo a un altro dato, quello degli spettatori. Il 26 agosto Bisceglie-Matera si è giocata a porte chiuse, in un “Ventura” desolatamente semi-deserto e popolato unicamente da steward, giornalisti accreditati e persone autorizzate, mentre sabato c’erano 426 persone per oltre 4000 euro di incasso. E, non da ultimo, è cambiata anche la cornice societaria del Bisceglie: il 26 agosto, infatti, Nicola Canonico era ancora presidente dei nerazzurri dopo un’estate a dir poco turbolenta, mentre la partita di sabato è arrivata al termine di una settimana che ha portato alle dimissioni dell’imprenditore di Palo del Colle e all’insediamento di una nuova compagine societaria.

Questi, per l’appunto, sono i dati di fatto. Ma ce n’è un altro, ancora più significativo. Il 26 agosto il Bisceglie era una squadra che sembrava in dismissione. Via quasi tutti i protagonisti dell’annata precedente con altri prossimi all’addio, come Delvino, poi tornati sui propri passi, come Crispino e Toskic (quest’ultimo sarebbe tornato pochi giorni più tardi), e con un allenatore che aveva i panni del traghettatore in attesa di possibili evoluzioni sul fronte societario. Il Bisceglie che ha battuto di misura il Matera sabato scorso è una squadra che, nonostante le difficoltà di una condizione fisica non ancora al top in ragione di una preparazione estiva pressoché inesistente e di un parco giocatori costruito in fretta e furia pescando soprattutto dal serbatoio degli svincolati, sta affrontando il campionato con la giusta grinta e la giusta determinazione.

Intanto però sono in tanti a chiedersi quali possano essere gli obiettivi di questo gruppo. E se lo chiedono non solo semplici tifosi, ma anche voci autorevoli come quella dell’amico e collega Vito Troilo su BisceglieViva. Il primo a brillare per realismo è stato proprio Ciro Ginestra, che in conferenza stampa ha sottolineato come l’importante sia che non cambi l’atteggiamento della squadra. Una linea giusta. Perché la grande depressione vissuta in estate non è stata un bene per la piazza, ma una grande esaltazione potrebbe rivelarsi un boomerang. In medio stat virtus, diceva secoli fa qualcuno che il mondo l’aveva capito.

 

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