Bari, dai a Vivarini il tempo di lavorare. L'errore in estate: un arrivederci e grazie sarebbe stato meglio

La scelta poco convinta di puntare ancora su Cornacchini ha minato l'avvio dei biancorossi. Oggi il tecnico ex Teramo ha bisogno di tempo, ma ha tutto per fare bene
26.09.2019 00:00 di Ivan Cardia   Vedi letture
Bari, dai a Vivarini il tempo di lavorare. L'errore in estate: un arrivederci e grazie sarebbe stato meglio

Il buona la prima resta sospeso. Il primo Bari di Vivarini è per forza di cose un Bari di nessuno, non più di Cornacchini e non ancora del nuovo tecnico, sospeso tra quel che è stato e quel che sarà. Sarebbe ingiusto e ingeneroso valutare la prima uscita dell’allenatore abruzzese, un pareggio interno col Monopoli che alla fine dei conti fa anche tirare un sospiro di sollievo per il finale, e sarà altrettanto per la prossima gara contro il Picerno: è il rischio che si accetta cambiando allenatore quando si gioca ogni tre giorni. Un rischio che la società ha accettato di correre e per certi versi non poteva fare altrimenti.

Aspettiamo, nel giudicare Vivarini. La tifoseria non sarà entusiasta perché l’ex Teramo non è un nome di grido: Baroni o Cosmi, per fare due nomi, avrebbero riscaldato di più l’umore dalla piazza. Però i risultati nel complesso sono dalla sua, e anche la conoscenza della categoria: è un dettaglio da non sottovalutare, la Serie C non è una sfida semplice per chi non vi è abituato. Per questo, per ora, l’unica possibilità è quella di dare il tempo di lavorare e poi tirare le somme di un progetto ambizioso ma a questo punto anche nuovo. 

L’errore, in fin dei conti, è stato commesso in estate. Dopo una stagione di alti (i risultati) e bassi (il gioco), Cornacchini era già stato ampiamente messo in discussione: la conferma è arrivata nello scetticismo generale, con un paio di casi risolti in modo salomonico dalla dirigenza (Brienza su tutti), un esonero che sarebbe diventato inevitabile alle prime difficoltà. E infatti così è stato: forse un arrivederci e grazie dopo la promozione dalla Serie D sarebbe stato la cosa migliore, a volte semplicemente non funziona e non vuol dire che ci sia qualcosa di sbagliato. Così la nuova vita del Bari tra i professionisti inizia, di fatto, con un piccolo passo indietro: quello compiuto sulle scelte dell’estate. Ora s’apre un nuovo percorso, e i rapporti di forza non possono essere mutati soltanto per la falsa partenza. Il manico forse era sbagliato, ma la fuoriserie (almeno potenziale) resta: ha soltanto cambiato il possessore delle chiavi.