Bari, hai il braccino? Non è il tempo dei dossier, ma dell’affondo. E di scegliere cosa fare da grandi

Nasce a Bari il 23.02.1988 e di lì in poi vaga. Laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato e dottorato di ricerca: tutto nel cassetto, per scrivere di calcio. Su TuttoMercatoWeb.com
28.02.2019 00:00 di Ivan Cardia   Vedi letture
Bari, hai il braccino? Non è il tempo dei dossier, ma dell’affondo. E di scegliere cosa fare da grandi

Un punto in casa contro l’Acireale. Dopo un paio di vittorie più concrete che convincenti: il Bari prosegue il suo percorso in testa, ma non affonda il colpo e resta a chiedersi se al proprio campionato non manchi qualcosa. Nel tennis si parla di braccino: quando chi è in testa trova dentro di sé il nemico e non riesce a superare la tensione o le sensazioni negative. Pare una sindrome che interessa anche i biancorossi. Intendiamoci: a nove giornate dalla fine i nove punti di vantaggio sono più che tranquillizzanti, ma la sola idea che possa mancare la rabbia, a un passo dalla realizzazione dell’obiettivo minimo, qualche dubbio lo fa venire.

 

Non aiuta, poi, l’idea di un dossier sugli errori arbitrali. Anche qui, un minimo di chiarezza: contro l’Acireale il pareggio è arrivato anche grazie a un paio di sviste del direttore di gara, è vero. E non è la prima volta. Però siamo in Serie D, bellezza. Se in A si discute da giorni di una direzione non all’altezza (l’Abisso di Fiorentina-Inter), figuriamoci tra i dilettanti. La classe arbitrale italiana, è un dato di fatto, non vive una delle sue annate migliori. Dai vertici alla base. Da qui a pensare di preparare un dossier, come riportano alcune fonti, ce ne corre. Non è la mossa di una società vincente, ma di una società che vuole fare vittimismo. Il Bari, soprattutto in questa Serie D, è troppo grande per potersi concedere il lusso di cercare alibi.

Va ritrovata la cattiveria sul campo, va cercato l’affondo. Il traguardo è lì dietro, il pubblico del San Nicola lo merita e in fin dei conti lo merita anche una società che ha fin qui operato nella direzione giusta. Non è il tempo dei dossier, è il tempo di fare le dovute considerazioni sul futuro. Della rosa attuale, per fare un campionato di vertice in C, si può puntare su una decina di elementi. Magari non tutti titolari. E poi c’è da considerare chi siederà in panchina: dalle nove partite che aspettano il Bari passa la conferma di Cornacchini. Può vincere la Serie D e merita una nuova chance in C, ma non ha sempre fatto bene e non ha quasi mai allenato una squadra in dovere di vincere il campionato, almeno in terza serie. Ora ha il compito di dimostrare che può superare anche i timori del Bari di oggi, per guidare quello di domani.