Bisceglie chiama, Andria risponde: entrambe salve ed entrambe possono guardare al futuro

Classe 1988. Giornalista Radionorba. Telecronista SerieCTv per Bisceglie e Fidelis Andria. Vincitore dei premi "Antonio Ghirelli" (2017) e "Tommaso Francavilla" (2018)
02.05.2018 12:30 di Vincenzo Murgolo Twitter:   articolo letto 755 volte
Bisceglie chiama, Andria risponde: entrambe salve ed entrambe possono guardare al futuro

In un momento nel quale larga parte del giornalismo sportivo italiano non sembra brillare per equilibrio, tanto più dopo il weekend che ci siamo lasciati alle spalle, citare un grande purtroppo scomparso come Luigi Necco può essere un utile toccasana. “Milano chiama, Napoli risponde!”, soleva dire il mitico giornalista napoletano ai tempi in cui la sua squadra del cuore duellava con il Milan di Sacchi e dei tre olandesi per lo scudetto. E allora, sperando di non risultare eccessivamente blasfemo agli occhi di chi legge, potrei dire “Bisceglie chiama, Andria risponde!” per salutare l’aritmetica salvezza della Fidelis Andria, giunta a una settimana esatta da quella conquistata dal Bisceglie. Ma procediamo con ordine.

La sconfitta casalinga contro il Matera, alla fine della fiera, non ha fatto altro che rinviare di una settimana una festa che per la Fidelis Andria era ormai pronta. Ai federiciani sarebbe infatti bastato mantenere invariato il distacco nei confronti della Paganese per veder sfumare il rischio dei playout anche in caso di quart’ultimo posto (l’eccessivo distacco nei confronti di chi è davanti, come si sa, ha sancito l’aritmetica retrocessione dell’Akragas senza possibilità di disputare gli spareggi) e l’impegno degli azzurrostellati in casa del Lecce capolista, poi vincitore e promosso in B, rappresentava un vantaggio non da poco. Alla fine il vantaggio suddetto è aumentato di un punto in ragione del pareggio di Rende, che ha regalato alla formazione calabrese la possibilità di disputare i playoff. E pensare che due mesi e mezzo fa questa salvezza sembrava fortemente a rischio. Le perplessità suscitate dal mercato invernale e i risultati negativi facevano temere che neanche una guida navigata come quella di Aldo Papagni fosse in grado di raddrizzare la situazione. E invece il tecnico biscegliese è stato bravo nel compattare intorno a sé un gruppo che da lì in poi ha iniziato a macinare gioco e risultati. Domenica i federiciani potranno regalarsi una meritata festa nell’ultima apparizione in casa nel derby contro la Virtus Francavilla. Poi bisognerà iniziare a pensare al futuro, cercando magari di tenere a mente gli errori commessi nelle ultime due stagioni. Il primo nodo da sciogliere sarà quello della guida tecnica. C’è poco da dire: Papagni si è guadagnato la conferma a suon di risultati e il suo legame con la realtà andriese è di quelli solidi. Bisognerà capire se le due parti sono intenzionate o meno a far proseguire questo matrimonio. Poi, una volta capito chi farà parte del progetto futuro e chi no, toccherà alla società fare le necessarie valutazioni. I mesi estivi, da questo punto di vista, daranno tutte le risposte del caso.

Chi si è già congedato dal proprio pubblico è il Bisceglie, già salvo dopo il pareggio di Siracusa. La vittoria contro la Casertana lascia aperti degli spiragli in chiave playoff, ma per i nerazzurri è stata soprattutto l’occasione per riconciliarsi con il pubblico del “Gustavo Ventura” dopo i fischi che avevano accompagnato la precedente sconfitta casalinga contro la Reggina. Il campionato del ritorno tra i professionisti è da sufficienza piena per i nerazzurri. Alla società va riconosciuto soprattutto il merito di aver gestito al meglio un momento che poteva rappresentare davvero un punto di non ritorno per la squadra, quello dell’esonero di Nunzio Zavettieri a inizio febbraio. Il mio parere su quella vicenda è ben noto e sia chiaro che i risultati nel frattempo arrivati non lo cambiano di una virgola. Tanto premesso, giova ricordare che il licenziamento del tecnico calabrese e lo stravolgimento della rosa in sede di mercato invernale avrebbero potuto rappresentare per il Bisceglie un cocktail davvero esplosivo, tanto più se si considera che in quel momento i risultati negativi avevano portato la squadra appena sopra la linea rossa della zona playout, in quel momento ancora aperta a quattro squadre anziché alle attuali due. La società ha avuto l’intelligenza di puntare su due soluzioni interne, Pino Alberga prima e Gianfranco Mancini poi, che non hanno alterato gli equilibri del gruppo, che invece si è ricompattato e ha risalito la china dopo un periodo non semplice. Dopo la trasferta di Fondi, se le speranze di un posto nei playoff dovessero definitivamente tramontare, il presidente Canonico e i suoi collaboratori potranno pianificare la prossima stagione, dalla guida tecnica alle scelte a livello di rosa. Ma anche qui il vecchio detto secondo cui ogni cosa ha il suo tempo torna utile e chiude la questione.

Intanto al momento resta un dato di fatto inoppugnabile: per entrambe, il prossimo anno, sarà ancora Serie C. E questo non può che far piacere a chi in questa stagione queste squadre le ha per lunghi tratti raccontate.

 

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