Bisceglie, contro il Catanzaro una vittoria che vale la fama di “ammazza-grandi” e (soprattutto) una fetta importante di salvezza

Nato a Bitonto (Bari). Classe 1988. Giornalista professionista. Lavora per Radionorba e Eleven Sports. Vincitore dei premi "Antonio Ghirelli" (2017) e "Tommaso Francavilla" (2018)
05.03.2019 00:00 di Vincenzo Murgolo Twitter:    Vedi letture
Bisceglie, contro il Catanzaro una vittoria che vale la fama di “ammazza-grandi” e (soprattutto) una fetta importante di salvezza

E ora chiamatelo pure Bisceglie “ammazza-grandi”. Ai cinque punti ottenuti vincendo contro il Catania e pareggiando con Trapani e Catanzaro si sono aggiunti i tre conquistati grazie al successo di domenica scorsa contro la formazione calabrese, piegata dal gran tiro al volo di Triarico a inizio ripresa.

Una vittoria che ha permesso al Bisceglie di rispondere a tono al successo del Rieti contro la Viterbese e di superare nuovamente la formazione laziale in terzultima posizione, la prima utile per ottenere la salvezza entro la fine della regular season (sempre che, beninteso, il distacco tra la Paganese e il penultimo posto non sia tale da non far disputare i playout). Una vittoria ottenuta contro un avversario quotato che può permettersi un tridente d’attacco composto da Casoli, Bianchimano e dall’ex di giornata, Eugenio D’Ursi.

Quello che però ha maggiormente colpito è stata la solidità di una squadra che non ha mostrato timori reverenziali nei confronti del più quotato avversario. Cerofolini ha risposto da par suo sulla punizione di D’Ursi a fine primo tempo e sul tiro da fuori di De Risio nel finale della ripresa. Markic ha guidato da par suo la difesa, ben supportato da Longo e Markic e da un centrocampo che con la fisicità di Bangu sembra aver trovato quell’apporto di sostanza e quantità che troppo spesso era mancato nella prima parte di stagione. Senza dimenticare Giron, moto perpetuo sulla corsia mancina, e Starita, che spesso ha fatto suonare qualche campanello d’allarme nella retroguardia calabrese. Al resto ha pensato Triarico, la cui esperienza si è tradotta in due gol pesanti che possono valere un pezzo consistente di salvezza. L’impressione è che questa squadra, ringiovanita non poco dal mercato di gennaio, possa comunque contare su un blocco in grado di assicurare esperienza. Un blocco comprendente sicuramente il già citato Triarico, che ne ha accumulati di gettoni con le maglie di Lecce, Virtus Francavilla e Matera, ma anche i veterani Markic, Risolo, Giron e Jovanovic, che il Bisceglie lo conoscono fin troppo bene (Risolo c’era già due stagioni fa, quando i nerazzurri sono risaliti dalla Serie D).

Ora però Vanoli e i suoi calciatori devono compiere l’ultimo sforzo per far sì che l’obiettivo salvezza diventi realtà. Vanificare all’ultima curva una salvezza alla portata, e fino a un mese e mezzo fa bollata da tanti come impossibile o quasi, sarebbe il più imperdonabile dei suicidi.

 

 

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