Bisceglie, contro il Rende un successo che vale doppio. Per parlare di Cuneo-Pro Piacenza si può citare Flaiano

Nato a Bitonto (Bari). Classe 1988. Giornalista professionista. Lavora per Radionorba e Eleven Sports. Vincitore dei premi "Antonio Ghirelli" (2017) e "Tommaso Francavilla" (2018)
19.02.2019 00:01 di Vincenzo Murgolo Twitter:    Vedi letture
Bisceglie, contro il Rende un successo che vale doppio. Per parlare di Cuneo-Pro Piacenza si può citare Flaiano

Dopo oltre due mesi l’incantesimo si è spezzato. A due mesi e otto giorni dall’ultima volta (9 dicembre contro il Catania), il Bisceglie è tornato a vincere sul campo e lo ha fatto nel finale, ossia nello stesso modo in cui, per esempio, erano arrivate le sconfitte contro Reggina (Bellomo al 96’) e Viterbese (Atanasov all’81’). Una vittoria che vale doppio se sommata alla sconfitta del Siracusa in casa del Potenza.

Si è visto un Bisceglie coriaceo e capace di ribaltare il copione più volte visto nelle scorse giornate. Dopo le due occasioni fallite da Starita nel primo tempo, il rigore trasformato da Actis Goretta sembrava il preludio a un’altra sconfitta piena di rimpianti. La punizione trasformata in gol da Triarico appena due minuti più tardi ha però fatto capire che stavolta l’esito non sarebbe stato così scontato. E così il gol finale di Risolo ha ridato vigore a un pubblico dello stadio “Ventura” tornato rumoroso, benché ancora lontano sul piano numerico dai numeri della scorsa stagione. Premiata la capacità di Vanoli di ridisegnare in maniera efficace la formazione nonostante le tante assenze. Bene un centrocampo con Triarico e Giron con licenza di pungere sulle fasce e le spalle adeguatamente coperte da Longo e Maestrelli, ma anche con un Risolo che si è ben disimpegnato nel ruolo di playmaker con al fianco un Bangu che ha macinato chilometri e rubato palloni in quantità. Unica nota stonata Jovanovic, ancora lontano dagli standard realizzativi noti al pubblico biscegliese, seppur con l’attenuante degli zero o quasi palloni giocabili ricevuti.

Domenica, intanto, i nerazzurri vanno a Pagani. Sebbene in conferenza stampa il patron Canonico abbia provato a definirla una partita come le altre, quella in Campania sarà una tappa fondamentale nel cammino verso la salvezza. Ma soprattutto sarà una ghiotta occasione per correggere il vero limite del Bisceglie in questa stagione: il pessimo rendimento lontano dalle mura amiche del “Ventura”.

Chiosa dedicata allo scempio verificatosi domenica pomeriggio in occasione di Cuneo-Pro Piacenza, che ha avuto come immediata conseguenza l'esclusione dei piacentini dal campionato di Serie C. Chi mi segue in questa sede e sui social conosce la mia posizione in merito alla necessità di riformare gli organici dei campionati professionistici italiani. Una necessità da me ribadita in un altro editoriale, non più tardi di due settimane fa. Dopo fallimenti estivi o a stagione in corso e tutto il caos dei mesi scorsi riguardo format dei campionati modificati e ripescaggi, a Cuneo è successo che giovani calciatori siano stati umiliati non tanto dagli avversari, che hanno fatto né più e né meno che il proprio dovere, quanto da chi sopra le loro teste ha deciso di sottoporli a un simile strazio. Aggiungo anche che la scelta di giocare la partita dandole questo esito finale è stato utile a evitare che la vicenda passasse in cavalleria, mentre fermarsi per i calciatori del Cuneo avrebbe significato umiliare i poveri ragazzi del Pro Piacenza più di quanto non avessero già fatto coloro i quali li avevano cacciati in quell'assurda situazione. Sarà un gran giorno quello in cui le istituzioni del pallone italico, anziché parlare di “ultima farsa” (Gravina dixit) o di “slealtà invereconda” (Ghirelli dixit), decideranno di mettere mano seriamente a una riforma dei campionati professionistici. Da ultimo, sempre per restare in tema di citazioni, per fotografare quanto accaduto a Cuneo credo sia perfetta una frase: “Deve esserci qualcuno che continua a spostare la soglia del ridicolo”. Ennio Flaiano dixit.