Bisceglie, contro la Vibonese il primo punto della stagione per poter tornare a parlare (solo) di calcio giocato

Classe 1988. Giornalista professionista. Lavora per Radionorba e Eleven Sports. Vincitore dei premi "Antonio Ghirelli" (2017) e "Tommaso Francavilla" (2018)
18.09.2018 00:00 di Vincenzo Murgolo Twitter:    Vedi letture
Bisceglie, contro la Vibonese il primo punto della stagione per poter tornare a parlare (solo) di calcio giocato

Alla fine si è tornati a giocare a Bisceglie. Dopo un’estate a dir poco turbolenta, costellata persino dalla paura di veder sparire il sodalizio stellato, e un pre-campionato fatto di rescissioni e nuovi acquisti, con due avvicendamenti in panchina (Prayer per Ginestra e viceversa) e un girone di Coppa Italia chiuso con zero punti, zero gol segnati e ben sei incassati, nel primo impegno di campionato contro la Vibonese i tifosi nerazzurri sono tornati a respirare aria di calcio giocato.

Difficile, anzi impossibile, che i meccanismi potessero essere già al top. La squadra ha sicuramente risentito dei tanti nuovi innesti, del poco tempo avuto per trovare un’amalgama e di una condizione atletica non ottimale figlia dei tanti sconvolgimenti estivi. Al di là dei tanti protagonisti della scorsa stagione andati via, infatti, non bisogna mai dimenticare che il ritiro di Alfedena è terminato a fine luglio e che il primo impegno ufficiale, senza amichevoli nel mezzo, è datato 26 agosto (Coppa Italia, Bisceglie-Matera 0-3). Eppure si sono visti sprazzi di buon Bisceglie, soprattutto nel primo tempo. La squadra, che ha tenuto fede al 3-5-2 della scorsa stagione e delle prime uscite di quella in corso, ha provato a combinare qualcosa e ha visto i propri sforzi ripagati dal gol di Starita. Nella ripresa le difficoltà già spiegate in precedenza sono emerse e la Vibonese è cresciuta trovando poi il gol del pareggio. Risultato, dunque, giusto nel suo complesso.

Al di là delle considerazioni tecniche, per il Bisceglie era importante iniziare il campionato mostrando di volersi lasciare alle spalle un’estate che è stata il contraltare della scorsa. Se a giugno, luglio e agosto 2017 il tifo nerazzurro era entusiasta per il ritorno nel calcio professionistico dopo 19 anni e c’era grande curiosità intorno a una squadra che nel finale di stagione avrebbe addirittura sfiorato la clamorosa qualificazione ai playoff, questi tre mesi hanno segnato una profonda spaccatura tra tifosi e società, soprattutto dopo la decisione del patron Nicola Canonico di trasferire il titolo sportivo a Bari in seguito alla mancata iscrizione in B dei biancorossi. Una mossa poi seguita da un passo indietro a stretto giro di posta, ma che sicuramente non ha dato serenità all’ambiente. Un ambiente, quello biscegliese, che ora spera che la squadra possa comportarsi degnamente sul campo e che, almeno fino al prossimo 5 maggio (data dell’ultima giornata) a parlare sia solo il campo. E null’altro.

 

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