Bisceglie, cronaca di una settimana surreale

Nato a Bitonto (Bari). Classe 1988. Giornalista professionista. Lavora per Radionorba e Eleven Sports. Vincitore dei premi "Antonio Ghirelli" (2017) e "Tommaso Francavilla" (2018)
09.04.2019 00:30 di Vincenzo Murgolo Twitter:    Vedi letture
Bisceglie, cronaca di una settimana surreale

Come cambiano le cose nel giro di una settimana. Martedì scorso, in questa sede, si parlava di un Bisceglie ormai padrone della salvezza dopo lo 0-0 casalingo contro la Juve Stabia. Esattamente sette giorni più tardi, gli scenari sono cambiati in maniera drastica.

Breve riassunto delle puntate precedenti. Domenica scorsa la partita del “Ventura” ha dato ai nerazzurri la possibilità di mantenere i 15 punti di vantaggio sulla Paganese e mettere una seria ipoteca sulla salvezza diretta. Mercoledì la prima tegola, sotto forma di modifica al regolamento per i playout di Serie C. Giovedì ela seconda, ovvero la penalizzazione di 3 punti in classifica per non aver depositato le attestazioni del settore tecnico della Federcalcio in merito al tesseramento del medico responsabile sanitario e di almeno un operatore sanitario della prima squadra, nonché di un allenatore responsabile della formazione Berretti. E così i nerazzurri, da dover semplicemente amministrare un vantaggio cospicuo per blindare una salvezza diretta tutto sommato agevole, si ritrovano quasi condannati a doversi giocare ai playout la permanenza in Serie C. Due giorni fa è arrivata l’ultima tegola, ovvero la sconfitta subita in rimonta a Catania e le concomitanti vittorie del Rieti contro la Paganese e del Siracusa contro la Vibonese. E il calendario, a questo punto, nemmeno aiuta: domenica la squadra di Vanoli riposerà, mentre la Paganese incamererà i tre punti dalla vittoria a tavolino contro il già escluso Matera. Potrebbe così non bastare una vittoria al “Ventura” contro il Rieti nel turno pre-pasquale, così come potrebbero non bastare nemmeno due successi nelle sfide contro Virtus Francavilla e Cavese, le ultime della regular season.

Questa settimana vissuta pericolosamente dall’ambiente nerazzurro è l’ennesima spia di un problema ben più ampio e più volte affrontato anche in questa sede: una riforma strutturale e ben impostata degli organici dei campionati professionistici. Basta andare a ritroso, come dei moderni Pollicino, per capire che quanto accaduto la scorsa settimana nasce da situazioni pregresse e concatenate tra loro. Il cambio dei regolamenti dei playout a cinque (!) giornate dalla fine del torneo, d’altra parte, si è reso necessario per le esclusioni in corso d’opera di Matera e Pro Piacenza. E queste esclusioni sono figlie di un calcio professionistico diventato da anni insostenibile nell’idea delle 102 squadre (20 di A, 22 di B e 60 di C).

La speranza è che prima o poi a capire tutto ciò, e magari a porvi rimedio, siano soprattutto i vertici del calcio. Del resto basta essere dei moderni Pollicino, senza bisogno alcuno di trasformarsi in novelli Sherlock Holmes…

 

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