Bisceglie, dopo la serata di Monopoli numeri impietosi e poche note liete

Al "Veneziani" prestazione generosa nonostante l'inferiorità numerica, ma la classifica dei nerazzurri si fa sempre più preoccupante
19.11.2019 00:00 di Vincenzo Murgolo Twitter:    Vedi letture
Bisceglie, dopo la serata di Monopoli numeri impietosi e poche note liete

Se è vero, come si suol dire, che i numeri hanno la testa dura, allora quelli del Bisceglie hanno ormai le fattezze di un muro in cemento armato dallo spessore tutt’altro che indifferente. 11 partite consecutive senza vittorie tra campionato e Coppa Italia, 5 sconfitte consecutive, nessuna vittoria durante la gestione Pochesci, 8 gol segnati che ne fanno il peggior attacco dell’intero girone C.

Ma se ci si fermasse ai numeri, senza dubbio impietosi, appena snocciolati, l’editoriale finirebbe qui. E invece la prova di sabato scorso al “Veneziani” di Monopoli può essere raccontata attraverso alcune istantanee.

Istantanea numero uno: un Bisceglie incerottato (difensori titolari in panchina perché reduci da infortunio o appena rientrati dalla Nazionale), ma encomiabile sotto il profilo dell’impegno, che prova in tutti i modi, senza però riuscirci, a invertire il trend negativo, a lasciarsi alle spalle settimane difficili (per motivi calcistici e non) e a tenere il campo un avversario con il vento in poppa e con un uomo in più. Istantanea numero due: la sciocca espulsione rimediata da Gatto, che ha costretto i nerazzurri a giocare 87 minuti (82 più i due recuperi) in inferiorità numerica. Istantanea numero tre: la faccia sconsolata di Pochesci dopo l’episodio appena citato. Istantanea numero quattro: la prova generosa di Montero, capace nella difficoltà di reggere su di sé il peso dell’attacco e di interrompere un’astinenza dal gol che in campionato per il Bisceglie durava da tre partite.

Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, il Bisceglie visto a Monopoli non è lontanamente paragonabile a quello che sei giorni prima contro il Bari aveva recitato la parte della vittima sacrificale. Poi però, purtroppo per i tifosi nerazzurri, c'è il bicchiere mezzo pieno, ossia una squadra che continua a perdere terreno rispetto all’obiettivo salvezza e che non è ultimo in classifica soltanto perché appaiato al Rende, battuto nello scontro diretto al debutto in campionato. E se in campo la situazione è questa, fuori il quadro resta quello tutt’altro che roseo raccontato nelle ultime settimane.

Domenica, intanto, al “Ventura” arriva la Paganese, che ai tifosi nerazzurri riporta alla mente la grande rimonta nel ritorno della semifinale playout dello scorso maggio. Sono passati quasi sei mesi, ma guardando il cammino delle due formazioni in queste prime 15 giornate di campionato il lasso di tempo sembra infinitamente più lungo.

Chiosa finale dedicata a quanto accaduto tra Rieti e Reggina domenica pomeriggio. Sarà pur vero, come ha dichiarato il presidente della Lega Pro, Ghirelli, che si è evitato un caso analogo a quello di Cuneo-Pro Piacenza 20-0 dello scorso febbraio. Ma rallegrarsene senza scongiurare il rischio di parlare ogni anno di possibili defezioni a stagione in corso rischia di servire a poco, se non a nulla.

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