Bisceglie-Monopoli, ossia un derby che ha rispettato la logica

Nato a Bitonto (Bari). Classe 1988. Giornalista professionista. Lavora per Radionorba e Eleven Sports. Vincitore dei premi "Antonio Ghirelli" (2017) e "Tommaso Francavilla" (2018)
13.11.2018 00:00 di Vincenzo Murgolo Twitter:    Vedi letture
Bisceglie-Monopoli, ossia un derby che ha rispettato la logica

Ci sono modi differenti per spiegare quanto visto nel derby di sabato sera tra Bisceglie e Monopoli. Io parto dalla fine, ovvero da ciò che si è visto in sala stampa quando i due allenatori hanno incontrato i giornalisti presenti, sottoscritto incluso.

Ciro Ginestra non ha potuto far altro che ammettere: “Siamo questi”. Ovvero che chiunque pensava, dopo il buon avvio di campionato, che i patimenti per il Bisceglie fossero un brutto ricordo estivo dovrà rivedere i propri calcoli. La rosa è quella che è da un punto di vista numerico e diversi elementi, come Jakimovski e De Sena, giocano in precarie condizioni fisiche. Senza dimenticare la difesa, composta da pochi giocatori, alcuni dei quali in diffida. Alla fine, seppur indirettamente, lo stesso mister nerazzurro ha ammesso che la traversa colpita dal già citato Jakimovski nel finale è stato più un episodio isolato che il frutto di una manovra organizzata.

A stretto giro, in sala stampa è arrivato un Beppe Scienza contento per la vittoria, seppur rammaricato per le tante occasioni sprecate dai suoi per incrementare il vantaggio e mettere in cassaforte una vittoria che ha rischiato di sfumare proprio per effetto del tiro citato di Jakimovski. In fin dei conti il tecnico biancoverde è il primo a sapere che proprio le difficoltà realizzative sono il tallone d’Achille di una squadra che dalla cintola in giù ha mantenuto pressoché invariata l’ossatura del passato campionato. Da un lato l’apporto in termini di gol ed esperienza di Genchi e Sarao è difficilmente sostituibile, dall’altro l’attacco deve fare a meno di gente come Sounas, Berardi e Gerardi.

Quello di sabato, dunque, è stato un derby con un solo esito possibile, ossia quello che effettivamente è maturato. Un’eccezione alla regola secondo cui spesso nei derby i pronostici vengono sovvertiti. Con buona pace di chi, al momento dell’ingresso in campo delle due squadre, ha aperto la propria telecronaca ricordando proprio questa regola. Ogni riferimento autobiografico è da ritenersi puramente non casuale, bensì preciso e puntuale!

 

 

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