"Ci saranno maggiori controlli", dicevano dopo il fallimento del Parma nel 2015. Bari e Fidelis Andria falliscono, il calcio italiano continua ad autodistruggersi

Dennis Magrì, responsabile di TUTTOcalcioPUGLIA.com, redattore di TUTTOmercatoWEB.com e conduttore di 'Speciale Calciomercato' su Canale 85.
17.07.2018 01:15 di Dennis Magrì Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
"Ci saranno maggiori controlli", dicevano dopo il fallimento del Parma nel 2015. Bari e Fidelis Andria falliscono, il calcio italiano continua ad autodistruggersi

Ci sarebbero stati maggiori controlli, dicevano dopo il caso Parma di qualche anno fa. L'arrivo di Cristiano Ronaldo avrebbe dato nuova linfa a tutto il calcio italiano, sostenevano. Ed ora? Proprio nel giorno delle visite mediche del portoghese, acclamato come pochi altri a Torino, il calcio italiano vede sgretolare inesorabilmente due "pilastri" della struttura calcistica. Dopo 110 anni crolla il Bari, che saluta il calcio professionistico. Qualche ora prima il Cesena aderisce all'istanza di fallimento e dopo 78 anni termina un'avventura più che entusiasmante.

I romagnoli a causa dei 73 milioni di euro di debito, i pugliesi con più di 17 milioni stimati. Tutto quanto assurdo. E Bari non è l'unica squadra pugliese ad essere fallita: anche la Fidelis Andria non presenta ricorso e si affida alla 'Fondazione degli Andriesi' capitanata dall'avvocato Di Vincenzo, a cui spetterà il compito di portare dal Sindaco una cordata di imprenditori locali per riportare in alto i federiciani.

L'ennesimo disastro di un calcio che, da tempo ormai, non è solo fatto di calciatori che corrono dietro ad un pallone. Non c'è tifo ed appartenenza che tenga, quando accadono queste cose è una disgrazia per chiunque ami realmente questo sport. Nonostante tutte queste indecorose vicende.