Il nuovo Bisceglie di Vanoli parte con una sconfitta, tra segnali incoraggianti e problemi atavici

Nato a Bitonto (Bari). Classe 1988. Giornalista professionista. Lavora per Radionorba e Eleven Sports. Vincitore dei premi "Antonio Ghirelli" (2017) e "Tommaso Francavilla" (2018)
22.01.2019 00:00 di Vincenzo Murgolo Twitter:    Vedi letture
Il nuovo Bisceglie di Vanoli parte con una sconfitta, tra segnali incoraggianti e problemi atavici

L’avventura di Rodolfo Vanoli sulla panchina del Bisceglie è iniziata nello stesso modo in cui si erano concluse quelle dei tre allenatori che lo hanno preceduto in stagione, ossia con una sconfitta. Lo 0-3 a Potenza in Coppa Italia aveva chiuso il breve interregno di Carlo Prayer a inizio settembre, lo 0-4 di Viterbo aveva rappresentato i prodromi delle dimissioni di Ciro Ginestra, mentre con la sconfitta di Vibo Valentia si era concluso l’interim di Antonio Bruno.

La sconfitta con la Reggina, benché viziata dal fallo su Zigrossi nell’azione che ha portato al gol-partita di Bellomo (barese doc, tra l’altro), ha lasciato diversi spunti di riflessione. Da salvare ci sono sicuramente la buona volontà di una squadra piena di volti nuovi, ma decisa a vendere cara la pelle al cospetto di un avversario rinforzato dal mercato invernale. In più la difesa ha mostrato un’intesa più che discreta e questo è un dato non da poco, se si considera che per un’intera stagione il Bisceglie ha schierato la difesa a tre e ieri per la prima volta quella a quattro e che la coppia centrale Markic-Zigrossi era alla prima uscita ufficiale. Di negativo restano i limiti, la maggior parte dei quali atavici. Resta una manovra più che discreta in fase di contenimento, ma che mostra qualche balbettio di troppo dalla metà campo in su. Ma soprattutto permane una difficoltà nel capitalizzare le occasioni capitate, peccato che con il passare delle partite rischia di diventare capitale. Sicuramente Vanoli è il primo a sapere, da tecnico navigato quale è, che sono questi gli aspetti su cui dovrà concentrare il proprio lavoro. Così come è il primo a sapere di avere poco tempo, posto che i tre impegni ravvicinati (Reggina, Casertana e Viterbese) nello spazio di una settimana non sono esattamente un aiuto. Ma il fatto che la squadra ancora sia lì, sul pezzo e pronta a lottare è sicuramente un dato positivo. Purché si tratti di un punto di partenza e non, come nel caso dei suoi predecessori, di un punto di arrivo.

Chiosa finale dedicata alle parole pronunciate dall’azionista di maggioranza del Bisceglie, Nicola Canonico, in conferenza stampa sabato mattina. Ritengo, per quel che può valere il mio parere, che interrompere un silenzio che durava ormai dall’estate sia stata una scelta giusta, in nome di quella chiarezza più volte invocata in questa sede. Sulle parole da lui rivolte a una parte della categoria giornalistica, invece, ho poco da dire. In parte perché le difese corporative non le ho mai amate. Da sempre sostengo che in ogni categoria ci sia chi fa bene il proprio mestiere e chi non lo fa bene e non penso di avere l’autorevolezza per dare patenti di buono o cattivo a chicchessia. Ma soprattutto ho poco da dire semplicemente perché non mi sento chiamato in causa. Chi mi segue qui e sui social sa che in questo anno e mezzo ho sempre espresso le mie opinioni in maniera libera, muovendo elogi o critiche laddove lo ritenessi più giusto. Ma sempre nel più assoluto rispetto delle persone. E così, ovviamente, intendo continuare a comportarmi.

 

 

---> Per seguirmi su Facebook, CLICCA QUI!