Le nuove comiche: il buonsenso vince troppo tardi al TAR. Impensabile annullare otto giornate. De Laurentiis, Lotito, Bari e Salerno: bisogna risolvere il nodo delle doppie proprietà

Nasce a Bari il 23.02.1988 e di lì in poi vaga. Laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato e dottorato di ricerca: tutto nel cassetto, per scrivere di calcio. Su TuttoMercatoWeb.com
25.10.2018 00:30 di Ivan Cardia  articolo letto 858 volte
Le nuove comiche: il buonsenso vince troppo tardi al TAR.  Impensabile annullare otto giornate. De Laurentiis, Lotito, Bari e Salerno: bisogna risolvere il nodo delle doppie proprietà

Eravamo alle comiche, ora ci sguazziamo dentro. La vicenda dei ripescaggi, ormai, più che del caos assume i contorni dello scandalo. Ha interessato da lontano i club pugliesi, perché il Lecce la promozione in B l’ha conquistata sul campo e non pare in lotta per la salvezza (a 19 o 22 differenza c’è, eccome se c’è). Monopoli, Virtus Francavilla e Bisceglie, fin qui, assistevano da spettatrici ai problemi degli altri. Che ora diventano di tutti, però.

 

Il TAR si è pronunciato, di fatto, fuori tempo massimo: accolta l’istanza cautelare della Ternana, le cui partite (come quelle delle altre interessate) sono state rinviate a data da destinarsi. Si aggiungono a quelle di Entella e Viterbese, ormai da troppo tempo nel limbo. Una bella gatta da pelare, per il neo-presidente federale Gravina. Dopo otto giornate è impensabile riorganizzare i campionati. Cosa succede a chi ha già giocato contro Catania, Ternana, Novara e via dicendo? L’unica cosa seria sarebbe stata, e sarebbe tuttora, fermare l'intero baraccone. Dalla Serie A alla Serie D. Per ovvie ragioni economiche non si è fatto e non si farà. L’unica scelta logica è quella di perseguire la strada del risarcimento economico, inevitabile: il contrappasso una battaglia inutile e dannosa quella della Lega B. Ammesso che un accordo si trovi, perché altrimenti la questione andrebbe per le lunghissime (l’udienza di merito è fissata a fine marzo) e l’incertezza regnerebbe sovrana. B e C, finora, giocano senza sapere quante squadre retrocederanno e quante saranno promosse. Ora, di nuovo, non sanno quante squadre sono in competizione, addirittura. Riaprire adesso i ripescaggi vorrebbe dire annullare otto giornate. Impensabile. Siamo alle comiche, si diceva.

 

La risoluzione della vicenda, e la riorganizzazione dei campionati, sono due priorità in una per il già citato Gravina, che ha l’arduo compito di ridare credibilità a un movimento del tutto allo sbando, soprattutto ai suoi vertici. Già che ci siamo, il nuovo numero uno della FIGC potrebbe anche pensare di mettere mano a una situazione kafkiana. Quando Aurelio De Laurentiis ha rilevato il Bari, ho scritto “Bari, provincia di Napoli”. Non era un attacco ma una constatazione, anche se qualche parolaccia è arrivata. Ieri il patron azzurro e biancorosso ha sostanzialmente detto a L’Equipe che le cose andranno così: “Abbiamo comprato il Bari, potremo mandare lì i giocatori meno pronti”. Ovvio, considerato che i Galletti sono in Serie D, il Napoli è in una galassia davvero lontana e solo uno sprovveduto poteva pensare che la compagine pugliese non fungesse, almeno nell’immediato, da seconda squadra per quella campana. 

 

Poi? Col Bari in Serie A, chissà, le cose dovrebbero cambiare, nelle idee di De Laurentiis. Il punto è un altro: il Bari e il Napoli entrambe in Serie A, entrambe con lo stesso proprietario, non ci saranno mai. Ed è giusto così, sarebbe da repubblica delle banane il contrario. Il punto, ancora, è che il Bari in Serie C e il Napoli in Serie A, entrambe con lo stesso proprietario, sarebbero già vietate dalle norme federali. Lo dice in modo chiaro l’art 16-bis delle NOIF: due proprietà professionistiche non possono avere lo stesso proprietario. In modo del tutto incomprensibile, però, si è deciso di interpretare questa norma come se il conflitto potesse sorgere soltanto in caso di compartecipazione allo stesso campionato. Kafkiano, appunto. Dopo sette anni di Lotito diviso tra Lazio e Salernitana, sarebbe iniquo nei confronti di De Laurentiis che il problema venisse sollevato ora. Ma tra le novità della presidenza Gravina, a cui sinceramente guardo con tante speranze, potrebbe, per esempio, esservi non solo la produzione di nuove regole. Ma anche il rispetto di quelle che già ci sono e sono state ignorate per troppo tempo.