Lecce, la Fiorentina ti dà una mano. Bari, la festa è rimandata. Ma il passo falso non aiuta Cornacchini

Nasce a Bari il 23.02.1988 e di lì in poi vaga. Laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato e dottorato di ricerca: tutto nel cassetto, per scrivere di calcio. Su TuttoMercatoWeb.com
12.04.2019 00:40 di Ivan Cardia   Vedi letture
Lecce, la Fiorentina ti dà una mano. Bari, la festa è rimandata. Ma il passo falso non aiuta Cornacchini

Per fortuna del Lecce, a Firenze è tornato Vincenzo Montella. Uno spiffero in meno, sul futuro di Fabio Liverani, che siamo sicuri sarebbe stato comunque concentrato sul finale di stagione, ma così non dovrà rispondere un giorno sì e l’altro pure alle domande (legittime, sia chiaro) di chi gli chiede se gli piacerebbe allenare la Fiorentina. Voci che avevano un loro fondamento, e che Liverani si è anche meritato, nel senso che l’attestato di stima resta eccome. Però il presente, e con ottime probabilità anche il futuro, parlano salentino.

L’ha detto con grande onestà, su queste pagine, il ds Mauro Meluso: che in A si pensi a Liverani è motivo di orgoglio per il Lecce. Che però ha la possibilità concreta di sognare, in un piccolo capolavoro sportivo con tanti interpreti. Con il pensiero più sgombro da quel che sarà e più concentrato su quel che è. Delle quattro contendenti, rosa alla mano, i giallorossi sono difficilmente paragonabili a Palermo, Brescia o anche Benevento: tre squadre costruite con un obiettivo chiaro, dichiarato, e inseguito neanche a poco prezzo. È uno svantaggio, nella volata finale? Non per forza di cose, perché i valori di carta restano nell’immaginazione di chi li pensa ma non vanno in campo. E poi perché per volare in alto bisogna anche essere leggeri.

Festa rimandata, invece, a Bari: la C poteva arrivare già il prossimo weekend, ma con una Turris in grande spolvero è difficile ipotizzare che andrà davvero così. Se si potrà parlare di festa e non di sobrio festeggiamento, perché è comprensibile che la grande amarezza della scorsa stagione ha ancora lasciato le sue scorie. È una questione di pazienza, la promozione non è un se ma un quando. Il passo falso di Nocera, però, non aiuta a fugare i dubbi sul futuro di cui abbiamo parlato in lungo e in largo. È un discorso che abbiamo già affrontato, e non scenderemo nel dettaglio perché è giusto anche lasciare lavorare chi comunque lo sta facendo con merito: i campionati non li vincono tutti, non è una cosa ovvia e scontata, non siamo qui a discutere anni di esperienza e di sano, ottimo, lavoro sul campo. Tutto questo comunque resterà. Se basterà, con qualche incertezza proprio all’avvicinarsi del traguardo, è un altro conto.