Tanto tuonò che venne il bel tempo: Lecce sogna in grande. Bari, un ultimo sforzo poi il futuro

Nasce a Bari il 23.02.1988 e di lì in poi vaga. Laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato e dottorato di ricerca: tutto nel cassetto, per scrivere di calcio. Su TuttoMercatoWeb.com
05.04.2019 00:00 di Ivan Cardia   Vedi letture
Tanto tuonò che venne il bel tempo: Lecce sogna in grande. Bari, un ultimo sforzo poi il futuro

Alzi la mano chi si sarebbe aspettato il Lecce così in alto a questo punto della stagione. Non andiamo a cercare i pronostici di inizio anno, quelli sono sbagliati per definizione. E che i salentini potessero dire la loro per le parti alti della classifica di B lo avevamo scritto da queste parti, ma ritrovarseli primi della classe è una sorpresa. Una bella sorpresa, se si può dire. Siamo il Paese dei campanili e in Italia il campanile più odiato è sempre quello più vicino, ma i giallorossi che tornano in A, se davvero ci riusciranno, sono una bella storia di calcio, comunque la si pensi.

Dalle sabbie mobili della C alla cadetteria il passo non è stato affatto breve: la terza serie è un purgatorio da cui è difficile librarsi. Il Lecce si è visto passare davanti Foggia, Benevento, Cosenza e chi più ne ha più ne metta. Con la beffa di essere sempre, o quasi, lì, a giocarsi la promozione ma poi a vederla sfuggire. Con qualche scelta sbagliata e un po’ di sfortuna, in mezzo a contestazioni alle volte anche eccessive e con tanto tempo per trovare l’assetto giusto.

Merito di tutti, merito soprattutto di Fabio Liverani. Un altro che questa stagione se l’è meritata appieno. Ha iniziato ad allenare in alto, ha sbagliato, è caduto, si è rialzato, l’abbiamo riscoperto grandissimo allenatore. Perché il Lecce, diciamo le cose come stanno, ha sulla carta una rosa inferiore a più di una squadra, tra quelle che sognano la Serie A. Poi della carta se ne frega, si lascia guidare da un tecnico che farà parlare di sé e va avanti con spensieratezza ma a questo punto anche azzannare la preda. Poi ci sarà da lavorare, ripensare, rinforzare e ricostruire. Ma intanto si è guadagnato tutto il diritto di puntare a quell’obiettivo che molti non avrebbero neanche immaginato di poter sognare.

Un esempio dai più odiati rivali può prenderlo il Bari, per il proprio futuro. Daremo fastidio a qualcuno, ma c’è da imparare anche quando ci si sta antipatici di un’antipatia ricambiata. Il Lecce ha superato anni complicati, in C ha quasi sempre allestito una rosa tra le migliori e ha dovuto aspettare sei anni per tornare in alto. Sono sabbie mobili, appunto, quelle. Chiedere informazioni anche a Catania, per saperne qualcosa. È una battaglia a cui anche il Bari dovrà abituarsi, perché la Serie D può essere scontata, ma la C lo è molto meno. Ora c’è da dare, dalle parti del San Nicola, il colpo di grazia al campionato: un ultimo sforzo, poi sarà il momento di ragionare su tutte le scelte che determineranno il futuro.