Caro De Laurentiis, la Champions al San Nicola ma senza il Napoli. Serie C, la fine delle speranze e delle incertezze

Nasce a Bari il 23.02.1988 e di lì in poi vaga. Laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato e dottorato di ricerca: tutto nel cassetto, per scrivere di calcio. Su TuttoMercatoWeb.com
13.09.2018 00:00 di Ivan Cardia  articolo letto 1232 volte
Caro De Laurentiis, la Champions al San Nicola ma senza il Napoli. Serie C, la fine delle speranze e delle incertezze

Il San Nicola è un’astronave che non ha mai preso il volo. È allo stesso tempo il vanto e il disonore di Bari e del Bari. È lo stadio più bello d’Italia, vecchio il giorno dopo essere stato costruito. È la fotografia di Italia ’90, la più grande occasione persa nella storia del nostro movimento calcistico. È quello che il Bari potrebbe essere, ma non è mai riuscito a diventare. È un’opera meravigliosa, lasciata a marcire tra prostitute e spacciatori. È uno stadio che merita la Champions League, ma che perde pezzi giorno dopo giorno. È l’impianto che ha visto alcuni dei migliori momenti nella storia calcistica dei biancorossi, ma che non ha mai preso nel cuore dei tifosi il posto del Della Vittoria. È, comunque sia, lo stadio del Bari. E non di altri. 

 

Non so cosa possano avere provocato, fra i tifosi del Bari, le parole dell’altro giorno di De Laurentiis. Quelle, per capirsi, relative alla possibilità che il Napoli giochi le gare interne di Champions League al San Nicola. I tifosi azzurri non hanno gradito, questo è poco ma sicuro. Quelli biancorossi, immagino, hanno altro a cui pensare. E poi vedere il Liverpool a Bari, anziché un’amichevole dell’Italia ogni 7 anni, non sarebbe poi così fastidioso. Il problema, però, è che quelle parole sono profondamente sbagliate. Non solo verso Napoli e il Napoli, ma anche verso Bari e il Bari. In primo luogo, perché il San Nicola è tutto quello di cui sopra e molto altro, ma non certo uno strumento per fare leva sul sindaco De Magistris, con cui i rapporti sono freddi al limite del glaciale. A meno di clamorosi colpi di scena, era e resterà una provocazione: il Napoli non giocherà in Champions a Bari, esattamente come non ha giocato in Champions a Palermo, il cui stadio negli ultimi anni è sempre stato indicato in prima battuta all’UEFA come stadio di casa. Non succederà perché i problemi del San Nicola sono inferiori a quelli del San Paolo, ma non risolvibili dall’oggi al domani. Non succederà perché semplicemente, non sarebbe giusto.

 

Usare il San Nicola come una provocazione, ancora, è sbagliato perché De Laurentiis ha da risolvere un equivoco di fondo. La squadra per la Serie D è più che competitiva, praticamente una fuoriserie, in mano peraltro a un ottimo tecnico come Cornacchini: per ora, ha confermato la bontà del progetto. E lo farà sia in C che in B. Dopodiché, arriveremo alla prova del nove: il Bari potrà giocare in Serie A, o diventerà la succursale del Napoli, che all’occorrenza magari ne possa addirittura sfruttare l’impianto? È un problema che, piaccia o non piaccia, a un certo punto si porrà. È troppo presto, per ora De Laurentiis ha riportato il calcio e l’entusiasmo a Bari e va solo ringraziato, ma le due squadre in Serie A non sono possibili. E non lo saranno neanche fra tre anni, perché sono sacrosante: due squadre con lo stesso proprietario nello stesso campionato sarebbero roba da repubblica delle banane. È questo il nodo da sciogliere, è questo che rende ancora più sbagliate le parole sul Napoli al San Nicola. Perché, al di là delle dichiarazioni, saranno i fatti a chiarire cosa ne sarà del rapporto fra partenopei e pugliesi. E oggi c’è da pensare alla Serie D, al Gela e all’Igea Virtus, non certo al Liverpool o al Real Madrid. Sogni che è meglio lasciare nel cassetto. Ma il San Nicola è lo stadio del Bari, e la Champions al San Nicola va giocata dal Bari, se mai succederà.

 

Il Bari consente anche di collegarci all’altro tema di giornata: abbiamo i calendari di Serie C, il campionato partirà. La decisione del Collegio di Garanzia del CONI è stata pilatesca, a voler fare un complimento. Il rinvio del TFN sul caso Catania, ridicolo: il 28 settembre non si potrà correggere alcuna stortura. Vi sono parecchie ombre sulla sentenza di martedì, sui voti espressi, sul fatto che si sia tenuta aperta una camera di consiglio per 4 giorni. Roba, anche a voler pensare bene, da repubblica delle banane, ancora una volta. Ma tant’è, almeno abbiamo qualche certezza. Finiscono i sogni: quelli del Bari, appunto, che comunque aveva zero possibilità di tornare in Serie C sin dall’inizio. Finiscono le incertezze: quelle di chi non sapeva dove avrebbe giocato, con chi e perché. La presenza del Catania, nel girone C, complica le cose a chi voleva lottare per il vertice. Sarà una lotta a tre con Catanzaro e Casertana, salvo sorprese. Le sette promozioni chieste da Gravina sarebbero sacrosante anche quelle, ma c’è da aspettare che il buon senso e il rispetto delle regole siano rispolverati dalla soffitta. Sui valori delle pugliesi, dal Monopoli in giù, ci siamo già soffermati nell’ultima puntata. Avremo la possibilità di verificare la carta sul campo. E buon campionato a tutti.