Monopoli, fine della corsa. Cosa è mancato per fare il salto di qualità?

14.05.2019 17:00 di Domenico Brandonisio   Vedi letture
Monopoli, fine della corsa. Cosa è mancato per fare il salto di qualità?

Playoff centrati e conclusi, anche quest'anno, al primo turno. Forse in maniera ancor più beffarda rispetto a quanto accaduto l'anno scorso contro la Virtus Francavilla. A Reggio Calabria, il Monopoli ha dovuto fare i conti con quello che è stato il leit-motiv di un'intera stagione: vorrei fare di più, ma non riesco. In questo caso a migliorare quanto fatto l'anno scorso. Ovviamente non si può e non si deve parlare di fallimento: stabilizzarsi nei piani medio-alti del calcio di terza serie nazionale resta un motivo d'orgoglio. 

Altro che l'euro-gol di Ungaro. A fare la differenza in negativo è stata, prima di tutto, la penalizzazione. Senza di essa - ed è un peccato, sarebbe potuta essere evitata con maggior accortezza da chi di dovere - contro gli amaranto il turno preliminare sarebbe stato disputato in casa ed anche un pareggio sarebbe bastato per passare il turno. E poi l'enorme (e cronico) squilibrio tra il numero di occasioni create e quelle finalizzate. Per non parlare dei tanti infortuni patiti nel corso del girone di ritorno che, inevitabilmente, hanno gravato sul rendimento in campionato. L'unico successo in casa del 2019 è arrivato all'ultima giornata di regular season contro il Siracusa. Rendimento leggermente superiore in trasferta. C'è stato anche il recupero di una buona condizione fisica del gruppo, ma ormai è tardi. L'attacco ha regalato soddisfazioni a corrente alternata e, tolto Mangni, non come ci si aspettava. 

Scienza ha osato, spesso i fatti gli hanno dato ragione ma anche i più grandi talvolta possono sbagliare. In ogni caso resta un punto di forza da cui cercare di ripartire anche in vista del prossimo anno: il gabbiano (anche se si attendono ancora novità ufficiali sulla questione stadio) con ogni probabilità affronterà un girone C di Serie C che sembrerà molto simile ad una B2 considerando il blasone delle partecipanti, Bari su tutte. Di sicuro l'anno prossimo potrà farsi sentire maggiormente il peso di una figura come quella del direttore sportivo e non solo sul mercato. Inutile negarlo: senza Pelliccioni la musica era cambiata e non in meglio. La presenza di Cerri - già vecchio cuore biancoverde da calciatore - val bene un efficace rimedio. 

Serve anche una spinta sempre più costante da parte dei tifosi. La media resta rispettabile per il girone C di Serie C, ma la piazza biancoverde in passato ha dimostrato di poter fare molto di più. Serve compattezza per difendere con le unghie e con i denti un patrimonio di grande valore: si riparta dai circa 100 tifosi presenti al 'Granillo'.