Monopoli, Scienza ed una squadra intercambiabile. Così viene fermata la capolista Juve Stabia

18.02.2019 17:00 di Domenico Brandonisio  articolo letto 264 volte
Monopoli, Scienza ed una squadra intercambiabile. Così viene fermata la capolista Juve Stabia

Dal 3-5-2 ad un intermedio 3-4-2-1, per poi chiudere con un 4-3-3. Il Monopoli di mister Scienza ha imbrigliato la Juve Stabia non solo sul piano dell'intensità, ma anche su quello tattico. La squadra biancoverde si è distinta per solidità, compattezza e soprattutto organizzazione. Reparti mai sfilacciati, ognuno al proprio posto. Regge la difesa, prova a pungere l'attacco. Ma con la vespe colpire è davvero impresa ardua: gli appena 9 gol subiti dai ragazzi guidati da mister Caserta stanno li a dimostrarlo. I campionati si vincono partendo proprio da un efficiente reparto arretrato. 

Non compare ancora una volta tra i titolari Sounas: gli interni di centrocampo inizialmente sono Paolucci, Scoppa e Zampa, torna a centrocampo Rota. Conserva il posto sulla fascia (ma non in difesa) Mercadante: una piacevole rivelazione. Molto bene l'altamurano in fase di spinta, dura stargli dietro per Vitiello e soci, in qualche caso costretti anche al raddoppio di marcatura. Sempre nel vivo dell'azione proprio Paolucci: almeno un paio di azioni passano dai suoi piedi. Ma chi ha messo davvero i brividi allo Stabia, in realtà, è stato Maimone: pallone a fil di palo all'85'. 

Tra la metà del primo tempo e la ripresa arriva la svolta: Mangni solo in avanti, poi un cambio. Bastrini esce, entra Berardi. Fuori dunque un difensore per un attaccante ed il passaggio al 4-3-3 ha modo di diventare realtà. Sfruttare la superiorità numerica per cercare i tre punti è un'opportunità  ghiotta. Mercadante e Rota tornano valori aggiunti in difesa, Zampa, Paolucci e Maimone occupano la linea mediana ed in avanti spiccano volti nuovi (Sounas, lo stesso Berardi ed anche Mariano). La mossa sorprende anche lo stesso Caserta: la Juve Stabia  - un po' sottotono nel primo tempo - inserisce l'artiglieria pesante con Calò, El Ouazni e Torromino ed aumenta anche il suo grado di pericolosità. I piani di vittoria vengono però rovinati non solo dalle contromosse del gabbiano, ma anche dall'espulsione di Troest. Insomma, una vera e propria partita a scacchi...