INTERVISTA - Taranto, Guaita: "Questa è la sfida più importante della mia carriera”

22.07.2019 14:15 di Christian Cesario Twitter:    Vedi letture
INTERVISTA - Taranto, Guaita: "Questa è la sfida più importante della mia carriera”

Dopo più di un mese di inseguimento, Leo Guaita è approdato alla corte di Nicola Ragno: un rinforzo voluto fortemente dall’ex tecnico del Potenza e, soprattutto, dal presidente Giove. L’esterno argentino, intercettato dai microfoni di TUTTOcalcioPUGLIA.com, ha parlato del suo trasferimento, degli obiettivi personali e di ciò che lo ha convinto ad accettare il progetto rossoblù.

Arrivi a Taranto dopo una lunga ed estenuante trattativa: che sensazioni hai provato nel momento in cui hai depositato la firma sul contratto che ti legherà alla squadra ionica?

“Non è stata una lunga trattativa: le mie vacanze in Argentina ed il dovermi congedare dal Potenza hanno fatto in modo tale che i tempi si allungassero ma il trasferimento non è mai stato in dubbio. La società era consapevole della mia volontà di venire a Taranto: al momento della firma ho provato delle sensazioni ancora più positive rispetto a quanto percepivo negli attimi che la precedevano. Nonostante sia stato ufficializzato poco fa, avverto già il calore dei tifosi e dei miei compagni di squadra e ciò, ovviamente, può solo farmi piacere”.

Che cosa ti ha spinto a scegliere il progetto tarantino?

“Io credo che tra la C e la D la differenza sia minima, cambia veramente poco: molti mi chiedono perché sono sceso di categoria, avendo fatto bene nella mia esperienza a Potenza. Andando in una piazza come Taranto, si guadagna tantissimo sotto il punto di vista degli stimoli: è una città che può darti qualcosa di diverso dalle altre città e sarà, per me, una sfida molto emozionante e forte. Sono venuto qui perché credo che le cose possano andare nel migliore dei modi: sarà una sfida molto appassionante”.

In riva allo Ionio ritroverai mister Ragno e Giuseppe Genchi. La loro presenza ha inciso sull’esito della trattativa?

“Giuseppe è un grandissimo giocatore e, insieme a coloro che sono arrivati ed a coloro che sono stati riconfermati, ti dimostrano l’obiettivo della società: uno può avere delle sensazioni che vanno, poi, confermate. Tutti questi giocatori, insieme al mister, sono una garanzia per gli obiettivi della società: tutti sanno che, se qualcuno dovesse contattare mister Ragno per la panchina, il successivo anno quella squadra ambirà alla vittoria del campionato. Nessuno può garantire la vittoria finale ma sicuramente ci impegneremo tutti quanti per ottenere questo risultato”.

L’obiettivo di squadra è la vittoria del campionato: quali sono, invece, i tuoi obiettivi personali?

“Per vari motivi, questa è la stagione più importante della mia carriera: si sono concentrati tanti componenti che hanno reso quest’annata fondamentale. L’obiettivo principale è vincere il campionato: i gol e gli assist saranno importanti per raggiungere gli obiettivi di squadra. Quando una squadra vince, tutte le cose sono positive: se uno fa le cose bene e non riesce a vincere, non va bene”.

Hai già vinto il campionato di Serie D con la maglia del Potenza: qual è il segreto per ottenere la promozione in Serie C?

“Non c’è un vero e proprio segreto: bisogna remare tutti dalla stessa parte. Società, staff tecnico, giocatori e tifosi devono essere compatti: quando lo si è, difficilmente non si riescono a raggiungere gli obiettivi prefissati. Con l’unione e la coesione ci si possono togliere soddisfazioni importanti: nelle scorse stagioni sono state gettate delle basi importanti. Io credo che questo possa essere l’anno buono per la vittoria”.

La piazza tarantina è molto calda ed esigente: oggi assaggerai, per la prima volta, il calore dello “Iacovone”. Pensi di riuscire a resistere alle pressioni del tifo rossoblù?

“Le pressioni, in questo caso, non le prendo in maniera negativa: ci sono in queste piazze dove devi vincere. E’ normale che, quando non si ottiene dopo qualche anno il risultato desiderato, è normale che ci sia un po’ di scetticismo e di frustrazione però io penso che la società stia dimostrando, con tanta passione, la voglia di conquistare gli obiettivi prefissati. Lo scorso anno hanno costruito un ottima squadra, due anni fa, da dicembre in poi, il Taranto era la miglior squadra del girone H: ciò dimostra il percorso di crescita della società. Purtroppo, non si riesce sempre a vincere: è normale che ci sia delusione quando non si ottiene un risultato ma, quando si lavora per il verso giusto, prima o poi le soddisfazioni arrivano. Non posso garantire il risultato ma l’impegno e la dedizione per raggiungere i risultati sì: nessuno vuole fare la comparsa, vogliamo tutti vincere e portare a casa l’intera posta in palio. Dobbiamo pensare solo a fare il nostro e, a fine stagione, tireremo le somme”.

Dal punto di vista tattico, in quale posizione ti trovi maggiormente a tuo agio?

“Sono un giocatore a tutta fascia: con mister Ragno ho giocato come quinto di centrocampo, con mister Raffaele, in Serie C, ho giocato anche da mezz’ala. Negli ultimi due anni, sono stato impiegato poco come esterno d’attacco: sono un giocatore molto duttile, mi hanno insegnato diversi ruoli e posso essere impiegato in più zone del campo. Se fosse necessario, giocherei anche in porta…mi mancherebbero soltanto i guanti ma non è un problema”.