Virtus Francavilla, considerazioni sparse su Andrea Saraniti (di Antonlucio Saracino)

Antonlucio Saracino, telecronista di Canale 85, analizza l'avvio di campionato di Andrea Saraniti
 di Redazione TuttoCalcioPuglia.com Twitter:   articolo letto 166 volte
Fonte: Di Antonlucio Saracino (telecronista Canale 85)
Virtus Francavilla, considerazioni sparse su Andrea Saraniti (di Antonlucio Saracino)

Sette reti stagionali fino a questo momento, sette perle una più bella dell’altra, che fanno di Andrea Saraniti l’eroe indiscusso di questa prima parte di campionato targata Virtus Francavilla. Il settimo sigillo, come il titolo del celeberrimo film di Ingmar Bergman del ‘57, Sara-nitro lo realizza contro il Monopoli, ed è, tanto per cambiare, un gol decisivo, quello del definitivo 2-1, un mix perfetto di velocità, potenza, tecnica e precisione, un concentrato delle doti che il bomber siciliano mette in mostra ormai da inizio campionato. Lo si conosceva, al suo arrivo in maglia biancoceleste la scorsa estate, come instancabile lavoratore ai fianchi delle difese avversarie, come uomo in grado di fare reparto da solo, come si dice in questi casi, colui che gioca di cuore, gomito e sponda. Oltre a tutto ciò, Saraniti, palermitano di nascita ma catanese di fede calcistica, si sta mostrando implacabile fromboliere, e d’altronde i suoi (tanti) gol, in passato, li ha sempre fatti, lui giramondo soprattutto dei campi della D: Agrigento, Ragusa, Messina, Viterbo, giusto per citare alcune piazze. A Vibo Valentia, paradossalmente, l’esperienza che lo consacra definitivamente, anche come capitano ed idolo assoluto, giunge quando la media-gol si abbassa leggermente, ma evidentemente di Andrea si apprezza, eccome, tutto il repertorio.

A Francavilla la definitiva esplosione del Sara-nitro power in tutti i suoi aspetti, perché super Andrea inizia a segnare con una regolarità che lo colloca attualmente al vertice della classifica marcatori del girone C. E che gol! Una gemma più lucente dell’altra, dopo la partenza soft su calcio di rigore (altra specialità della casa) contro il Fondi, tanto per cambiare decisivo. Contro la Reggina è una prodezza balistica pazzesca da fuori area, alla Ibrahimovic, com’è stata definita; a Rende un pallonetto micidiale e beffardo pensato in una frazione di secondo sulla sponda di Ayina; a Caserta, nella miglior trasferta stagionale, uno stacco di testa perfetto in corsa su cross di Pino. Si riparte davanti al pubblico casalingo del Fanuzzi contro la Sicula Leonzio, ed è un altro capolavoro: stop di petto e gran destro a incrociare di controbalzo, che fa apparire semplice un gesto tecnico dal tasso di difficoltà enorme. Un gioiello prima di un infortunio che, complice il turno di riposo, ha pesato meno del previsto. Sempre in casa gli ultimi due capitoli in ordine di tempo: contro l’Akragas il terzo tempo imperioso ad inzuccare il calcio d’angolo di Agostinone, e poi il 2-1 nel derby contro il Monopoli, di cui si diceva in apertura, altra realizzazione che solo lui può far apparire semplice o normale. Sette come le gemme (finora) messe a segno da uno dei più grandi centravanti che il calcio francavillese abbia mai conosciuto, sette come le vittorie (finora) della Virtus Francavilla, sette come le dita delle mani mostrate gioioso dall’eroe biancazzurro a fine gara verso gli spalti. Con la speranza, anzi la certezza, che a breve le due mani non basteranno più.