Nel primo (e finora unico) scorcio di stagione del girone A di Eccellenza, una delle sorprese in positivo è stata la Team Orta Nova: alla sua seconda apparizione nella massima divisione regionale, la compagine dauna ha già messo in cascina sei punti in tre uscite (avendo già osservato il turno di riposo), bottino niente male per una squadra giovanissima costruita con l’intento di centrare quanto prima la salvezza. Gioventù non soltanto in campo, ma anche in panchina: da traghettatore a riconfermato, Christian Carbone, tecnico quasi trentenne, è il condottiero della squadra-rivelazione del raggruppamento nord-Puglia.

Ai nostri microfoni, il giovane allenatore classe ’90 commenta così l’inizio di campionato della Team Orta Nova.
“Nello spogliatoio aleggia la consapevolezza di essere partiti con il piede giusto, anche se siamo profondamente rammaricati per la disfatta di Trani, materializzatasi però soltanto nel finale: quando si spreca tanto, è quasi consequenziale perdere, ma quella sconfitta deve essere per noi un monito per evitare, in futuro, di commettere gli stessi errori”.

Squadre blasonate e qualitativamente con una marcia in più, ma è l’equilibrio a far da padrone nel girone A: l’Orta Nova, nel dettaglio, è l’emblema di ciò.
“Siamo una squadra giovanissima composta per lo più da atleti under 23, ad eccezione di qualche elemento di spessore ed esperienza: la nostra forza è il sacrificio, nell’arco di una settimana lavoriamo tanto e con il massimo dell’intensità. Sulla nostra stessa lunghezza d’onda anche le altre, non a caso nel girone A le piccole combattono ad armi pari con le grandi e la classifica lo testimonia”.

Non capita tutti i giorni di vedere alla guida di una squadra di Eccellenza un tecnico non ancora trentenne. Lo scorso anno fu investito della carica in un momento complicatissimo e quasi in termini di traghettatore, anche se poi a suon di risultati valsi una storica salvezza è anche riuscito a guadagnarsi la riconferma.
“Mi piace definirmi un signor nessuno, nel senso che quando ho accettato ero consapevole delle difficoltà, ma al contempo sapevo di avere tra le mani l’occasione della vita, quella che non si può rifiutare nonostante i tanti ostacoli: per me il calcio è un bisogno quasi fisiologico e avere l’opportunità di confrontarmi in Eccellenza con allenatori senz’altro più navigati è stato emozionante e avvincente. Sono una persona ambiziosa ma umile allo stesso tempo, a cui piace tradurre le proprie idee su un campo di calcio”.

Lei parlava di un calcio come bisogno fisiologico, anche se al momento tutto è fermo e ogni discorso è (forse) rimandato a gennaio 2021.
“Siamo tutti quanti rammaricati, ma purtroppo quanto sta avvenendo a livello globale non ci consente di svolgere in tranquillità il nostro lavoro: mancano certezze, ma l’auspicio è di poter riprendere. Sicuramente bisognerà riprendere un discorso bruscamente interrotto sul finire di ottobre, ma con la serietà e l’abnegazione in ogni allenamento sono sicuro che potremo continuare a dire la nostra”.

Mister, in che modo è cambiato il calcio, soprattutto in queste categorie, senza pubblico sugli spalti?
“C’è profonda tristezza nel vedere gli stati così, desolatamente vuoti: lo scorso anno, dopo la nostra rimonta in classifica, avevamo creato entusiasmo qui a Orta Nova che, essendo comunque una piccola realtà, non ha grande seguito. Privarci anche della presenza dei nostri seguaci non è affatto semplice da digerire. Da parte mia e dei ragazzi, però, vi è un grande rispetto per il paese, quasi una sorta di dovere morale: Orta Nova ci garantisce la possibilità di allenare e giocare in Eccellenza, perciò dobbiamo sempre dare il massimo ed essere riconoscenti”.

Sezione: ECCELLENZA&PROMOZIONE / Data: Mar 17 novembre 2020 alle 18:30
Autore: Vito Salvatore Di Noi
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