In sostituzione della Fortis Altamura, la cui avventura in Eccellenza era ormai ai titoli di coda, il Massafra sarà nuovamente ai nastri di partenza della massima divisione regionale: il cambio di sede e denominazione sociale ratificato qualche giorno fa dal CR pugliese ha dato definitivamente il via al nuovo progetto a tinte giallorosse, su cui tuttavia la dirigenza tarantina era già al lavoro da settimane.

In esclusiva ai microfoni di TUTTOcalcioPUGLIA.com è intervenuto il ds del Massafra Franco Sgrona, rimessosi in gioco dopo la sfortunata parentesi di Taranto, che spiega le motivazioni che lo hanno spinto a sposare in pieno il progetto-Massafra:
“Ho incontrato persone straordinarie che, affinchè andasse in porto questo progetto, hanno compiuto sacrifici enormi: soprattutto in un periodo storico come quello attuale, trovare gente disposta a investire non è semplice e io spero che la città tutta apprezzi lo sforzo e ci sostenga in questo percorso che sarà ricco di insidie, ma che al contempo ha ridato slancio mediatico all’intera comunità. Mi riallaccio a ciò per dire che questa nuova avventura deve basarsi proprio sul sacrificio, unico fattore attraverso cui si può sperare di realizzare qualcosa di importante”.

La vostra campagna acquisti non lascia spazio a particolari interpretazioni: il Massafra punta a qualcosa in più rispetto alla salvezza.
“Abbiamo gestito le trattative e tuttora le stiamo gestendo seguendo una linea univoca e razionale: è necessario che, indipendentemente dai ruoli, ogni atleta over sia affiancato da un under, in modo tale da non essere mai scoperti. Fondamentale è la sinergia creatasi anche con mister D’Alena, le cui idee sono importanti per cercare di sbagliare il meno possibile nella scelta degli interpreti”.

Si discute di un possibile cambio di format: quale linea sposate?
“Per noi è indifferente, qualunque sarà il format che la Federazione deciderà di attuare, noi ne prenderemo atto e accetteremo il verdetto con il massimo della serenità. Personalmente, però, vedo poco percorribile un campionato a 24 con una suddivisione di organici in due gironi”.

Lei ritorna a “militare” in Eccellenza a distanza di tre anni: che tipo di campionato si attende rispetto a quello contraddistinto dal testa a testa tra il Cerignola e il suo Bitonto?
“Il torneo di Eccellenza è una D2 a tutti gli effetti: è sufficiente guardare le trattative condotte in porto da diverse società per capire che il livello di competizione, così come successe tre anni fa, sarà altissimo. Diversi calciatori dal curriculum importante hanno deciso di scendere di categoria e non escludo che, qualora in Lega Pro dovessero passare le cosiddette liste a 20 o 22, in molti non possano fare altrettanto”.

Il suo recente passato, invece, si chiama Taranto: cosa non ha funzionato lo scorso anno?
“Dico soltanto che il presidente Giove e la sua famiglia sono persone straordinarie ed eccezionali, che realmente hanno fatto di tutto per provare a vincere il campionato: purtroppo le influenze di persone esterne hanno letteralmente messo a repentaglio gli equilibri e le scelte della società, facendo sì che le idee di inizio stagione venissero meno poco dopo. Ne parlerò quando sarà il momento opportuno, di certo siamo stati anche sfortunati e forse meritavamo, sia io che mister Ragno, un trattamento differente”.

Sezione: ECCELLENZA&PROMOZIONE / Data: Dom 02 agosto 2020 alle 11:15
Autore: Vito Salvatore Di Noi
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