Al termine di Lecce-Genoa, si presenta in sala stampa il Presidente Sticchi Damiani:
C’è stato qualcosa di diverso quest’anno? “Non possiamo e non dobbiamo abituarci alle eccezionalità. Stiamo scrivendo una pagina mai scritta in un calcio in cui noi rappresentiamo qualcosa di anacronistico. Siamo di Lecce, siamo leccesi. Qualcosa al di fuori degli schemi. Ogni giorno ci scontriamo con dei giganti. Parliamo della quarta salvezza consecutiva. Dobbiamo essere orgogliosi tutti, tutto il territorio. Poter disputare la Serie in uno stadio nuovo con un centro di proprietà. Se avessimo avuto altri posti, li avremmo riempiti. Chi è venuto a Sassuolo rappresenta un unicum. Stiamo vivendo qualcosa di eccezionale”
Come ha vissuto la vigilia e questa partita: “È stata una vigilia lunga. Venivamo da un’impresa. La trasferta di Sassuolo è stata cruciale. Ci siamo trovati davanti una squadra vera. L’impresa ha lasciato scorie lasciando giocatori non al 100%. Lo stadio era limitato nella morsa della preoccupazione. Ora, sono felice. È un successo incredibile. Ho chiesto di non mettere gli aggiornamenti dei risultati sul monitor. Dovevamo costruircela da soli”
Momento più difficile della stagione: “La partita contro l’Atalanta non mi è piaciuta. Poi quella successiva a Bologna. La squadra ha sempre risposto sul campo però quelle due partite abbiamo avuto un momento di difficoltà. Dopo l’Atalanta, la squadra non si stava allenando al centro sportivo. Volevo riportarla lì perché quella è la nostra casa. Il centro sportivo porta punti. Le strutture sono importanti”
Quale sarà la prima cosa che farà: “Non vi nascondo che dopo la partita contro il Sassuolo siamo andati con Pantaleo a Gallipoli e abbiamo pranzato insieme. Abbiamo parlato di tante cose e del futuro. Abbiamo parlato delle cose che si possono migliorare. Il rinnovo è stata una cosa giusta e della quale sono fermamente convinto. Quando lo presi, dissi che sarebbe stato il suo momento migliore della sua carriera. Ho dato un segnale tangibile sia a lui che a Stefano. Certo, affronteremo a freddo. Sono particolarmente felice per il mister. Ci siamo abbracciati perché lui veniva da due grandi ingiustizie che lo hanno segnato. Era un allenatore e un uomo che meritava questa gioia. Il calcio è questo, purtroppo. La terza retrocessione lo avrebbe potuto macchiare a vita. Sono felice per l’uomo e se lo merita. I risultati delle due passate stagioni sono stati tosti. Ha accettato questa sfida e l’ha vinta”
Quale sarebbe l’aggettivo per questo gruppo: “Non si è mai risparmiato. È un gruppo pronto a tutto. Ci sono ragazzi che hanno fatto grandissimi sacrifici. Fruchtl si è trovato davanti un gigante. Penso anche a Sala e a Fofana. Così come N’Dri. Gente che è stata in seconda fila ma col sorriso hanno dato una mano. E poi ci sono quelli che hanno giocato con si sono dimostrati uomini”
Quanto è stato difficile arrivare alla quarta salvezza consecutiva: “La sostenibilità è un modo per rispettare le regole. Quante volte ho rosicato vedendo squadre che poi non si sono iscritte. La sostenibilità è un modo per rispettare il club e gli avversari. Siamo stanchi perché è una sfida impari. La gente lo ha capito. Ho sempre detto che siamo soli. Ci sentiamo uniti grazie ai nostri tifosi. Non abbiamo mai ricevuto regali. Questa impresa è una scalata titanica. È come vincere quattro anni consecutivi lo scudetto”
Su Graziano: “Lui ci accompagna. È una storia che ci accompagna da quel maledetto giorno. È un elemento che ci ha resi più forti. Quando affronti una tragedia del genere riesci a razionalizzare per poi trovare energie. Lui ci prova sempre a darci una mano, ci protegge”
Dove lo pone questo gruppo tra i vari anni: “È un gruppo straordinario. Alle volte, alcune scelte non vengono capite. Ci sono giocatori che non hanno le caratteristiche per non stare in questo gruppo. Non le voglio chiamare mele marce. Quando sintetizzi, ottieni un gruppo eccellente. Questo è stato stratosferico. Ce lo siamo cercato. Alle volte abbiamo scelto di privarci di qualcuno ma per il bene del gruppo”
Sul giudizio tecnico: “Abbiamo fatto 38 punti. Li abbiamo fatti solo un’altra volta in questo percorso. Anche 10 cleensheet. All’inizio lo abbiamo detto. Sarà la stagione più difficile. Tecnicamente è stata complessa. La squadra l’ha affrontata bene. Mi dispiace non aver avuto tutto il gruppo e penso a Berisha, Sottil. Lo stesso Gaspar che ha portato i due centrali ad arrivare stremati. Ci siamo andati vicini a vedere il miglior Lecce della mia gestione. Ho visto tanti 0 a 0. Le imprese sono difficili per tutti. Prima si vinceva la classifica cannonieri a fior di gol. Ora non più”
Su Di Francesco: “Sì. Ci siamo trovati molto bene. Al di là dei contratti. A fine stagione ci si incontra e ci si confronta. Il rinnovo automatico è stato guadagnato. Poi ci siederemo. Anche perché non va dato nulla di scontato. Il Lecce è talmente strutturato che può andare oltre gli uomini e anche oltre il presidente”
Su Falcone: “Il capitano già la stagione scorsa sembrava dovesse partire. Ogni tanto fa le sue uscite e dice di volersi misurare con realtà importanti. Anche lo scorso anno pensò questo. In ritiro, ragionammo sulla opportunità di portare a casa la quarta salvezza consecutiva. Tutto quello che verrà sarà per il bene del Lecce. Il mio pensiero è questo: ragionare con tutti loro in continuità”
Il Lecce la migliore della regione Puglia: “Lo stimolo è quello di conquistare la sesta salvezza in Serie A. Volevo a tutti i costi giocare la Serie A in un nuovo stadio. Sarebbe stato un peccato giocare nel nuovo via del Mare in serie B. Questo passaggio è epocale e dobbiamo comprenderlo”
Autore: Stefano Sozzo / Twitter: @stesozzo
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