Prosegue all’insegna della lenta crescita la seconda avventura di Gianfranco Mancini sulla panchina del Bisceglie. L’esperto tecnico nativo di Polignano a Mare, approdato nuovamente in riva all’Adriatico nella scorsa estate per guidare la Berretti e promosso in prima squadra dopo l’esonero di Pochesci sul finire del mese di novembre, ha fin qui portato compattezza, carattere e qualche risultato alla formazione nerazzurra. Una sola la vittoria, nello scontro salvezza interno contro il Rende, ma ben cinque i pareggi a fronte di appena tre sconfitte, tutte arrivate al cospetto di compagini occupanti la prime posizioni della classe.

Otto punti in nove apparizioni complessive. Bicchiere mezzo pieno o bicchiere mezzo vuoto? La chiave di lettura è duplice. Per un’interpretazione negativa relativa alla non semplice posizione di classifica che imporrebbe una media punti più alta, ce n’è un’altra chiaramente positiva legata al confronto con quanto fatto dal predecessore di Mancini nel recente passato: nove uscite anche in quel caso, appena tre punticini racimolati. Ma non è tutto qui. Già, perché il dato forse più interessante scaturisce dal paragone con la prima gestione tecnica del 49enne ex Rieti, risalente ormai a due stagioni fa: undici punti in dieci giornate allora, tre in meno ma con una giornata in meno oggi.

Cosa manca per mettere sullo stesso piano i due filotti? Esattamente un’affermazione. Da ottenere, senza se e senza ma, nella sfida salvezza fissata per il prossimo weekend, quando al “Ventura” arriverà una Sicula Leonzio in crescita e attualmente terz’ultima a tre lunghezze di distanza dagli stellati.

Sezione: BISCEGLIE / Data: Gio 13 Febbraio 2020 alle 10:00
Autore: Antonio Bellacicco
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