INTERVISTA - Dionigi: "Taranto, la Serie B è una ferita aperta. Magari un giorno..."

22.10.2019 12:00 di Dennis Magrì   Vedi letture
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
INTERVISTA - Dionigi: "Taranto, la Serie B è una ferita aperta. Magari un giorno..."

Nelle ultime dodici stagioni, un solo allenatore a Taranto è riuscito a restare in panchina per l'intero campionato: si tratta di Davide Dionigi, era la stagione 2011/12 e i rossoblù arrivarono fino alla semifinale play-off di Lega Pro. E l'anno prima, sempre con Dionigi, ionici al quarto posto. "Sì, è vero - ha esordito in esclusiva ai microfoni di TUTTOcalcioPUGLIA.com - anche l'unico a vincere un campionato sul campo nell'ultimo ventennio".

Lo segue ancora il Taranto?
"Certo. Non ho guardato tutte le partite, ma le vicende calcistiche le seguo volentieri. Anche perché ho tanti amici che mi tengono informato".

Panarelli ieri ha detto che si era posto come obiettivo quello di tornare un giorno. A lei piacerebbe?
"Ho sempre detto che Taranto per me è stata una pagina bellissima, sia da calciatore che da allenatore. Il magone di non aver fatto la B con questa squadra mi è rimasto, è normale che il mio desiderio sia quello di tornare un domani per riprendere ciò che ci eravamo meritati sul campo e che poi ci è stata tolto per le vicissitudini che sappiamo (penalizzazione in classifica, ndr)".

Che idea si è fatto della squadra attuale? Ci sono tanti calciatori di esperienza...
"Purtroppo la D è un campionato difficile e non sempre i nomi fanno la differenza, come ad esempio in C il Catania. In questi tornei si prediligono altri aspetti, come la corsa e l'aggressività. E poi Taranto è una piazza tanto bella quanto difficile...".

Prego.
"La gestione dell'ambiente, inteso non solo come calciatori, è importante. Se non si riesce a tenerlo sotto controllo in maniera equilibrata ti può distruggere, come può portarti alle stelle se ti comporti nella maniera giusta".

Una falsa partenza, ma comunque sono appena quattro i punti dalla vetta. Giusto o esagerato l'esonero di Ragno?
"Queste son cose che bisogna esserci dentro per capirle. Non mi permetto di dare giudizi, guardandola da fuori credo la giustificazione della società sia legata al fatto che a questo punto della stagione avrebbe voluto trovarsi al primo posto. Altre cose non le so. Solitamente gli esoneri degli allenatori son sempre ingiusti, ormai in Italia non esistono progetti o piani, son tutte frasi buttate lì. Ma se una società arriva a prendere tale decisione, avrà avuto le sue motivazioni".

E lei mister?
"Attendo una panchina. Ho avuto un paio di opportunità che ho rifiutato, vorrei rientrare con le persone giuste perché recentemente mi sono avventurato in situazioni sbagliate. E poi si pagano. Meglio aspettare un po', ma trovare il posto giusto per poter svolgere il proprio lavoro sul campo".