(Di Anthony Carrano) Il direttore sportivo del Taranto Francesco Montervino è intervenuto durante “GOL - SPECIALE ECCELLENZA PUGLIESE”, in onda ogni lunedì alle 17.30 sui canali Facebook e YouTube di Blunote. Nel corso della trasmissione ha parlato del momento del Taranto, del rapporto con la tifoseria, delle ambizioni della società e della necessità di restare uniti.

Vedere soffrire i tifosi è la cosa che fa più male. Montervino non nasconde il proprio coinvolgimento emotivo e sottolinea il legame profondo con una piazza che conosce bene, anche per le proprie origini.

«Io sono un ragazzo del quartiere – racconta Montervino – e tanti tifosi dei quartieri sono quelli più veraci, sono quelli che più ci tengono». Da qui parte il suo appello alla tifoseria: «Abbracciamoci tutti insieme, stiamo tutti uniti, perché soltanto cosi possiamo arrivare a risultati importanti».

Un passo alla volta verso il ritorno in alto

Montervino invita però a mantenere equilibrio sulle aspettative. Il sogno della Serie B appartiene a tutta la città, ma il direttore sportivo chiede di non confondere il sogno con l’obiettivo immediato.

«Il Taranto manca dal ’93 dalla Serie B – sottolinea – e io non posso pensare che il minimo sindacale oggi sia la Serie B. Devo pensare che il minimo che il Taranto debba fare quest’anno è ripassare di categoria. Devo pensare uno step alla volta».

Una proprietà ambiziosa

Il direttore sportivo guarda con fiducia anche alla nuova proprietà. «Oggi abbiamo una proprietà importante che può permettersi di portare questo Taranto a grandi livelli», afferma Montervino.

Ma per raggiungere obiettivi importanti serve soprattutto serenità. Una serenità che deve coinvolgere tutte le componenti: società, dirigenza, allenatore, squadra e, soprattutto, ambiente e tifoseria.

«Abbiamo bisogno di lavorare con serenità, tutti quanti», ribadisce il direttore sportivo, sottolineando quanto sia fondamentale evitare tensioni eccessive dopo una singola partita o un momento negativo.

L’elogio ai tifosi: «Hanno insegnato all’Europa cosa vuol dire fare tifo»

Il passaggio più appassionato riguarda però la tifoseria. Montervino torna alla grande festa vissuta quindici giorni fa e la indica come il vero modello da esportare.

«Sui tifosi, chapeau. Hanno insegnato all’Europa cosa vuol dire fare tifo. Parla tutta Europa di noi».

Un orgoglio che va oltre il risultato sportivo. Il direttore sportivo esalta anche il comportamento della gente allo stadio: «Ricordiamoci che lo stadio Erasmo Iacovone è uno stadio senza barriere. C’è stata una civiltà unica».

Per Montervino, quella deve essere l’immagine del Taranto da mostrare al resto d’Italia e all’Europa: «Quello deve essere lo spot di Taranto in Italia e in Europa».

«Non al disfattismo»

Ed è proprio da qui che arriva la critica più dura. Montervino prende le distanze da quelle manifestazioni di malcontento che, a suo giudizio, finiscono per danneggiare l’immagine della città e della società.

«Quello è quello che dobbiamo dimostrare. Non il disfattismo, non l’essere a volte penosi con delle dichiarazioni e delle uscite veramente pessime».

Il direttore sportivo rivendica quindi una precisa idea di appartenenza: «Il tarantino vero non è disfattista».

Un messaggio diretto alla piazza, dopo le tensioni delle ultime ore. Montervino non nasconde il proprio disappunto per alcune dichiarazioni lette dopo la sconfitta: «Quello che ho letto ieri sera e stamattina non è il tarantino vero».

L’appello finale

Sul finale del collegamento in diretta a “GOL - SPECIALE ECCELLENZA PUGLIESE”, Montervino lancia così il suo messaggio alla città: meno disfattismo, più unità e più orgoglio tarantino. Perché, prima ancora dei risultati, il direttore sportivo vuole che Taranto torni a riconoscersi nella propria squadra.

Sezione: Eccellenza / Data: Lun 05 ottobre 2026 alle 20:51
Autore: Anthony Carrano
vedi letture