Una poltrona per due, quella del primato di Serie C, da condividere almeno per un turno di campionato. Da un lato il Bari, una delle squadre più attese, dall’altra il Potenza, reduce si da un percorso importante già dalla passata stagione - vedere alla voce coppa Italia Serie C e playoff - ma non scontato che l’approccio potesse essere così dirompente. Da una parte i nomi altisonanti ed una maggiore concretezza in rapporto alle occasioni da rete, dall’altra nomi sì ma più di categoria ed in fase di affermazione ed un calcio effervescente. 

Così vicine Bari e Potenza, ma anche così lontane. La differenza è nei numeri, andando oltre i 16 punti in classifica e le 5 vittorie ed 1 pareggio per parte. Se i biancorossi segnano molto meno - appena 10 reti - subiscono anche molto meno (porta violata solo 4 volte, con cinque cleansheet in campionato), i lucani segnano molto di più (17 reti) ma subiscono anche di più (9 reti, di cui 4 dalla Salernitana), con la porta rimasta inviolata soltanto contro Monopoli e Bari. Già, proprio lo scontro diretto del San Nicola ha esaltato virtù e lacune: propositività contro resistenza difensiva, cinismo e opportunità non colte. Ai punti avrebbero meritato di più i lucani, ma nel calcio la sostanza è tutto. 

Anche le ultime sfide di campionato sono la fedele fotografia di due filosofie diverse: per il Potenza a Barletta è maturata una vittoria di prepotenza nella ripresa, al Bari per avere ragione del Cosenza è bastato soltanto un gol e senza strafare e faticando un po’ più del previsto. Da una parte Rastelli, esperto e veterano, in C già vincente ad Avellino 13 anni fa, dall’altra mister Tisci che non è mai venuto meno all’idea di un calcio a viso aperto. Un testa a testa intrigante.

Sezione: Primo piano / Data: Lun 28 settembre 2026 alle 18:55
Autore: Domenico Brandonisio
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