Bisceglie, tutto è ancora aperto ma quante ingenuità! Ok il 4-2-3-1

19.05.2019 11:15 di Domenico Brandonisio   Vedi letture
Bisceglie, tutto è ancora aperto ma quante ingenuità! Ok il 4-2-3-1

Vietato mollare, vietato farlo proprio ora. Anche se il rammarico per il ko rimediato contro la Paganese rimane. Ora il Bisceglie sa che deve solo vincere: altri risultati, dopo ieri, non sono più ammessi per continuare a coltivare il sogno salvezza. 

E' stato pagato a caro prezzo l'approccio nel primo tempo. Subire un gol dopo un solo minuti di gioco, a difesa schierata su calcio d'angolo, non può definirsi esattamente un buon biglietto da visita. Non che i nerazzurrostellati abbiano concesso grandi praterie ai propri avversari, ma il reparto più solido della squadra è venuto a mancare proprio nei momenti topici della partita: incredibile, ma vero. Se poi, di traverso, ci si mette anche la sfortuna, il gioco è fatto. Il colpo di testa di Calandra ha davvero il sapore della beffa, in occasione della punizione di Scarpa. 

Meglio, decisamente meglio, sono andate le cose nella ripresa. Il passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1 (Djoulou isolato, Starita e Cuppone dietro supportati da Triarico) ha dato meno punti di riferimento agli avversari guidati da Erra. A venir meno è stata la precisione sotto porta: almeno 3 buone palle gol avrebbero meritato miglior sorte. E' stata una partita agrodolce per Scalzone e Djoulou: dalla (quasi) esaltazione alla disperazione. L'ex Ebolitana va in gol e poi si infortuna, l'attaccante numero 9 prima si divora di testa il 2-2 e poi si fa espellere per una grave ingenuità ai danni di Piana. Non è questo quello che serve quando la posta in palio è alta, non un futile nervosismo. Inevitabile, pertanto, la bacchettata di Vanoli a fine partita. Bacchettata che varrà da ammonimento generale per tutti in vista del ritorno. 

Convince, perlomeno, la reazione: l'inferiorità numerica negli ultimi venti minuti si è sentita poco. Da qui, apportando i dovuti correttivi, bisogna ripartire. Perché la Paganese potrà non essere la squadra materasso dei mesi scorsi con De Sanzo, ma non è diventata nemmeno una corazzata. Ha le sue fragilità, si può battere. Ed anche ieri, alla distanza, è calata. Bisogna crederci sino alla fine, lottando su ogni pallone. Al 'Ventura' può essere sempre un'altra storia e la Cavese, senza andare troppo a ritroso nel tempo ma non solo, ne sa qualcosa.