INTERVISTA - Taranto, Manzo: "A Cerignola per giocarcela a viso aperto"

17.05.2019 14:00 di Christian Cesario Twitter:    Vedi letture
INTERVISTA - Taranto, Manzo: "A Cerignola per giocarcela a viso aperto"

Il Taranto si appresta a giocare la finale playoff contro il Cerignola in un “Monterisi” che si preannuncia esaurito in ogni ordine di posto. Ai microfoni di TUTTOcalcioPUGLIA.com, il centrocampista Stefano Manzo ha parlato del prossimo incontro con gli ofantini, in programma domenica 19 maggio.

Vittoria sul Bitonto in semifinale per 2-1 nonostante alcune sofferenze nel secondo tempo: che tipo di partita è stata contro gli uomini di mister Pizzulli?

“Siamo partiti forti ed aggressivi, riuscendo a portarci sul doppio vantaggio a fine primo tempo: siamo scesi in campo determinati per cercare subito di incanalare la partita verso la retta via. Nell’intervallo, loro hanno inserito un attaccante in più: ci aspettavamo la loro reazione e siamo stati costretti a difendere il risultato nel secondo tempo e cercare di sfruttare le ripartenze. Alla fine, però, abbiamo portato la vittoria a casa”.

Il successo sui neroverdi ha permesso al Taranto di conquistare la finale playoff col Cerignola: come state preparando l’incontro di domenica?

“Siamo consapevoli che vincendo potremmo scalare qualche altra posizione nella graduatoria affinchè la società, in estate, possa puntare su un eventuale ripescaggio in Serie C. Per me è una partita importante: vincere una finale playoff vorrebbe dire, comunque, aver fatto il minimo indispensabile per quanto riguarda i nostri obiettivi di inizio anno”.

Seconda finale playoff consecutiva: lo scorso anno con la Cavese hai sconfitto il Taranto, quest’anno ti ritrovi a giocarla con la maglia rossoblù. Quali analogie riscontri con la passata stagione?

“Ogni anno è diverso: quest’anno ho cambiato anche squadra. Ci sono delle analogie sulla partita secca, cambiano altri fattori come quello ambientale: noi non vogliamo sfigurare e non vogliamo deludere né la società, né i nostri tifosi. Ci auguriamo di poter festeggiare domenica questa vittoria”.

Rispetto alla sfida col Bitonto, il Taranto è obbligato a vincere col Cerignola e deve anche vedersela col pubblico del “Monterisi” che, sicuramente, accorrerà in massa. Cosa deve fare la formazione ionica per portare a casa l’intera posta in palio?

“Innanzitutto bisogna andare a fare risultato e giocarci la partita a viso aperto: noi cercheremo la vittoria ma non dobbiamo andare a giocare a Cerignola con l’ansia di passare subito in vantaggio perché la partita potrebbe durare 120’. Sarà sicuramente una sfida imprevedibile ed affascinante”.

Sono stati resi noti i criteri per il ripescaggio in Serie C: il Taranto, in prima battuta, sembrerebbe essere fuori. Quanto può influire, questo fattore, sul match?

“Assolutamente no, sono discorsi politici e burocratici che spettano alla società. Noi giocatori siamo chiamati a fare il nostro, non ci possiamo permettere di pensare a certe cose. Noi dobbiamo scendere in campo con la consapevolezza di essere forti e di poterci giocare la finale a viso aperto: abbiamo tutte le carte in regola per vincere”.

Col Cerignola sarà l’ultima partita della stagione: un tuo bilancio personale sull’avventura ionica?

“Sicuramente tutto dipende molto dall’eventuale vittoria del campionato: se fossimo riusciti a vincerlo, tutto avrebbe avuto un altro sapore. Sono soddisfatto ma non pienamente. Se dovessi autovalutarmi, mi darei un bel 7: penso che tutta la squadra si sia espressa abbondantemente sopra la sufficienza. Abbiamo battuto dei record che qui a Taranto duravano da anni: se avessimo vinto il campionato, sicuramente il voto sarebbe stato molto più alto”.

Trascinatore in campo ma soprattutto fuori: sei stato autore di un bel gesto nei confronti di Nicolò, un piccolo “campione” affetto da paraparesi spastica ereditaria…

“Ho conosciuto Nicolò il giorno del 1° maggio, ero a pranzo con la mia ragazza e la mia piccola cucciola di husky. Lui era seduto sulla sedia a rotelle e passava di continuo davanti al cane, cercando di giocare con lei. Mi sono intenerito perché, aldilà di questo suo problema, è un ragazzo solare, molto intelligente e maturo per la sua età: ho conosciuto i genitori e si è creato questo rapporto. Sono fiero e contento di aver portato un contributo alla sua causa e, soprattutto, di aver donato un sorriso ad un piccolo ragazzo che, veramente, ne ha bisogno”.

Il tuo futuro: ti piacerebbe rimanere in riva allo Ionio anche nella prossima stagione?

“A Taranto mi sono trovato bene ma adesso ho un unico obiettivo: il futuro imminente è quello del Taranto. La mia priorità sono questi playoff: non c’è nulla, nella mia testa, oltre il raggiungimento di questo obiettivo. Una volta finito l’anno, vedremo come si evolveranno le cose”.

 

Stefano Manzo col piccolo Nicol?
Stefano Manzo col piccolo Nicol?