Si riparte, ma mai come questa volta tra freddezza, disinteresse, rabbia e tante incognite. In tutto ciò vi è una certezza: il Bari che partirà in ritiro a Roccaraso sarà uno, quello che verrà fuori dallo stesso un altro. E, probabilmente, anche quello che si formerà ad agosto inoltrato ed a fine mercato, per bocca dello stesso Marino. Un mese, si sa, foriero di occasioni e che possono cambiare anche la qualità della rosa che verrà allestita. Che possa poi essere o meno competitiva è un dettaglio da approfondire in seguito, anche sulla falsa riga dell'operato delle altre concorrenti. Senza dimenticare il futuro del club: sempre il solito rebus.
MARINO, LA VENDITA E IL CAMPO: CHI FA COSA? Qualche perplessità arriva dall'ultima conferenza stampa di Marino. Se nella lettera inviata dai De Laurentiis al sindaco Leccese si parla di duplice ruolo (portare la squadra in A e traghetterare verso fine multiprorietà il club), dall'altra l'attuale dg chiarisce di occuparsi solo di aspetti tecnici. A trionfare? L'ambiguità. Che cosa avrà mai voluto dire la lettera? Si può interpretare come una transizione verso nuova società passando dai risultati sportivi, esonerando lo stesso Marino da altri compiti? Fatto sta che il comitato di garanzia ha chiesto chiarimenti ed alcuni consiglieri comunali di maggioranza - Antonio Bozzo su tutti - non hanno preso bene queste parole. Promettendo di vigilare.
SIBILLI, QUALE FUTURO? E I SUPERSTITI? - Non mancano i volti vecchi, su tutti Sibilli. Si ripartirà davvero da lui? Ma soprattutto: sarà davvero il caso di farlo? Inutile girarci intorno: la vicenda che ha portato alla sua squalifica ha avuto ripercussioni economiche e sportive sul ragazzo, ma anche e soprattutto sul Bari. Una retrocessione che ha tante cause, questa una delle tante. Recente passato alla mano non è il massimo e la stessa piazza non sembra favorevole ad una sua permanenza, in attesa delle scelte tecniche che verranno fatte. C'è poi Vicari: di ritorno dalla Reggiana - anch'essa retrocessa - la volontà di restare sembra tutt'altro che alta. Per quello che sembra un ciclo abbondantemente terminato, una triste parabola consumata. Poi Cerofolini e l'eventuale possibilità di restare in B. senza dimenticare Dorval il cui valore di mercato è diminuito rispetto a qualche tempo fa. Dal possibile approdo in Russia della scorsa estate (ed un giallo sul mancato trasferimento ancora ricco di imbarazzanti punti interrogativi) ed al sogno mondiali (dopo la Coppa d'Africa) alla terza serie la sua è una parabola discendente clamorosa e figlia di una stagione fortemente sottotono. Serie C che il franco-algerino non ha mai disputato in carriera. E Pucino? Forse la sua parentesi a Bari sta solo conoscendo una pausa da svincolato: valutazioni in corso.
UN BARI MAI COSI MADE IN NAPOLI - Pierpaolo Marino (avellinese, ma una vita a Napoli come dirigente), Massimo Rastelli (di Torre del Greco, già calciatore del Napoli), Dario Rocco (vice allenatore, già al Napoli Primavera, originario di Napoli), più Sibilli. E poi: i baby Mattia Esposito, Raggioli e Russo, gli ultimi due provenienti proprio dagli azzuri e con una sinergia che si rinnova. Di napoletani il Bari nella sua storia ne ha avuti diversi, alcuni perfino di successo come Taglialatela (rimasto una sola stagione), Gautieri o De Rosa. Ma mai come negli ultimi anni, e soprattutto in questi avvio di stagione, si percepisce una concentrazione cosi alta. Rumors e indiscrezioni, anche questi, che fanno storcere il naso alla piazza e con una percezione di sembrare una riproduzione azzurra in salsa di terza divisione nazionale. Emblematiche poi sono sempre alcune dinamiche, proprio come quella di Mattia Esposito. Un calciatore classe 2008 di cui si dice un gran bene e che ha già esordito in Serie C: 24 presenze col Sorrento e nessun gol, ma buone referenze e tanta voglia di crescere. Il punto è questo: preso dal Napoli, girato in prestito al Bari. Se il giocatore decolla? Tornerà alla casa madre. E il Bari cosa potrebbe ricavarne in ottica futura, salvo eventuali risultati sportivi? E siamo sempre ed irrimediabilmente al solito punto di partenza. La storia del ragazzo è per certi versi interessante, essendo partito dal duro lavoro e da sacrifici. Ma per i pugliesi il retrogusto sarebbe amaro...
GIUFFREDI, CADUTA DI STILE - C'è poi la chiacchierata indagine sul Bari da parte della Procura. Presto per dire come andrà a finire, se ci saranno risvolti oppure no. Ma le parole sul tema rilasciate qualche giorno fa dal procuratore calcistico Mario Giuffredi lasciano sorpresi, esterrefatti e delusi. Queste le sue testuali parole: “Non si è mai scomodato nessuno delle autorità giudiziariea dire di mettere le mani ad un sistema che non va bene. Poi magari si inventano la c****a dell'inchiesta sul Bari e su De Laurentiis, che è una grande c****a, perché lo sappiamo tutti che è solo un modo per mettere alle strette un presidente e farlo andare via. Ciò che hanno creato è un'imputazione che non sta né in cielo né in terra”. Una caduta di stile, senza ma e senza se, al netto del fatto che ognuno è libero di esprimere con garbo e a modo il proprio parere. Ma per le istituzioni dello Stato ci vuole rispetto per il lavoro che svolgono ed il rispetto anche e soprattutto nei toni è sacrosanto. Nota finale, per pura e semplice cronaca: Giuffredi e la sua società negli ultimi anni hanno gestito (o gestiscono) diversi calciatori del Napoli (di proprietà, vecchi e nuovi) e del Bari (o di qui passati). Alcuni nomi attuali e del recentissimo passato? Favasuli (ma solo dallo scorso 8 luglio), Aramu, Koutsoupias, Folorunsho, Vergara, Ambrosino, Sebstiano Esposito, Gaetano, Politano, Di Lorenzo e proprio Mattia Esposito, prossimo al biancorosso.
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