Il Foggia alza il livello della propria mediana con l’acquisto di Mamadou Coulibaly. Il centrocampista senegalese classe 1999 arriva a titolo definitivo dal Südtirol e ha firmato un contratto che lo legherà al club rossonero fino al 30 giugno 2028. Un’operazione significativa, perché porta allo Zaccheria un calciatore ancora nel pieno della maturità agonistica, ma già abituato a confrontarsi con la Serie A e soprattutto con il campionato cadetto.

Nato a Thies, in Senegal, Coulibaly ha costruito la propria carriera interamente in Italia. Il primo club professionistico a credere nelle sue qualità è stato il Pescara, con cui ha debuttato in Serie A nel marzo del 2017 sotto la guida di Zdenek Zeman. Aveva appena compiuto diciotto anni, ma mise subito in evidenza una struttura fisica importante, una corsa potente e una naturale predisposizione a coprire grandi porzioni di campo.

Dopo nove presenze nella massima serie, il suo cartellino venne acquistato dall’Udinese. Con i friulani non riuscì inizialmente a trovare continuità, cominciando così un percorso fatto di numerose esperienze in prestito. Carpi, Virtus Entella e Trapani gli permisero di conoscere a fondo la Serie B e di completare la propria formazione tattica, alternando il ruolo di centrocampista centrale a quello di mezzala. Con il Carpi disputò 16 partite segnando due reti, mentre nella seconda parte della stagione 2019-2020 realizzò altri due gol in 17 presenze con il Trapani.

La svolta arrivò nel gennaio del 2021 con il trasferimento alla Salernitana. Inserito in un sistema di gioco intenso e verticale, Coulibaly diventò un elemento prezioso del centrocampo granata, contribuendo con 18 presenze alla promozione in Serie A. Nella stagione successiva riuscì anche a segnare due reti nel massimo campionato, contro Bologna e Verona, prima che alcuni problemi muscolari ne limitassero l’impiego.

Negli anni successivi il nuovo centrocampista rossonero ha continuato a raccogliere esperienza ad alto livello. Con la Ternana ha disputato 28 partite e realizzato tre gol, mettendo in mostra soprattutto la propria capacità di accompagnare l’azione e attaccare gli spazi. Successivamente ha vestito la maglia del Palermo, con cui ha collezionato 19 presenze e segnato la rete decisiva contro il Brescia, e quella del Catanzaro, raggiungendo i playoff di Serie B al termine di una stagione da 23 apparizioni complessive e un gol.

Nell’estate del 2025 Coulibaly si è trasferito al Südtirol. Con la formazione altoatesina ha totalizzato 13 presenze in campionato, quattro delle quali da titolare, realizzando un gol e fornendo un assist in 534 minuti. A queste va aggiunta una presenza in Coppa Italia, per un totale di 14 gare ufficiali. Il suo gol è arrivato proprio contro il Pescara, la squadra con cui aveva iniziato la carriera professionistica, nel pareggio per 1-1 disputato all’Adriatico. Lo spazio trovato è stato concentrato soprattutto nella prima parte del campionato: Coulibaly è stato utilizzato più frequentemente come alternativa a gara in corso, senza riuscire a conquistare stabilmente una maglia da titolare.

La sua esperienza altoatesina non va quindi valutata soltanto attraverso i numeri. Il centrocampista ha continuato a confrontarsi con ritmi e avversari di Serie B, allenandosi in un contesto particolarmente esigente dal punto di vista fisico e tattico. A Foggia scende di categoria con l’obiettivo di ritrovare continuità e assumere un ruolo più centrale.

Coulibaly è principalmente una mezzala di corsa, ma può essere impiegato anche come centrocampista centrale o, all’occorrenza, davanti alla difesa. Non è un regista classico e non va considerato il giocatore al quale affidare in maniera esclusiva la costruzione della manovra. Le sue qualità emergono soprattutto quando la partita diventa intensa e il centrocampo deve coprire rapidamente entrambe le fasi.

Ha una struttura longilinea, una buona falcata e una notevole capacità di assorbire i contrasti. Può recuperare il pallone, condurlo per diversi metri e accompagnare la transizione offensiva. È efficace nei duelli, anche aerei, e porta aggressività nella pressione sul possessore avversario. I dati relativi all’ultima stagione, pur raccolti su un minutaggio limitato, ne confermano la particolare efficacia nel gioco aereo e una discreta capacità di creare occasioni rispetto agli altri centrocampisti.

La caratteristica più interessante resta però la predisposizione all’inserimento. Coulibaly ama partire da una posizione più arretrata per attaccare la profondità, accompagnare l’azione e occupare l’area di rigore. Già durante l’esperienza all’Udinese aveva spiegato di lavorare molto sulla capacità di trovare gli spazi, andare oltre la linea del pallone e trasformarsi in un centrocampista più incisivo sotto porta.

La sua tecnica è funzionale a un calcio rapido: buon primo controllo, pochi tocchi e ricerca della giocata verticale. Può invece incontrare maggiori difficoltà quando viene costretto a ricevere spalle alla porta in spazi molto stretti o quando deve gestire a lungo il possesso sotto pressione. Per sfruttarlo al meglio servirà quindi affiancargli un centrocampista maggiormente portato alla regia, lasciandogli libertà di correre, aggredire e inserirsi.

L’esperienza accumulata rappresenta un altro elemento di valore. Coulibaly ha ormai raccolto quasi duecento presenze tra Serie A, Serie B e coppe nazionali, affrontando campionati importanti e piazze esigenti come Salerno, Palermo, Terni e Catanzaro. Al Foggia arriva un calciatore che non dovrà scoprire il professionismo, ma ritrovare quella continuità che nelle ultime stagioni gli è mancata.

Per i rossoneri si tratta di un investimento che unisce presente e prospettiva: un centrocampista di categoria superiore, legato al club per due stagioni, chiamato a garantire forza, profondità e personalità. Dopo un’annata vissuta prevalentemente da alternativa, Coulibaly avrà allo Zaccheria l’occasione di tornare protagonista. E il Foggia, dal canto suo, aggiunge alla propria mediana un giocatore con caratteristiche che finora erano mancate.

Sezione: Primo piano / Data: Ven 31 luglio 2026 alle 14:28
Autore: Francesco Ippolito / Twitter: @fraccio
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