puntata di Antenna Sul Bari, in diretta su Antenna Sud, è intervenuto l'avvocato Sasanelli sul tema stadio. Queste le sue parole:

Il rapporto tra i De Laurentiis e la città

L’unico momento in cui la proprietà si è “inginocchiata” alla città è stato quando c’era il rischio di non avere lo stadio. In quel momento ha avviato le interlocuzioni e scritto alla giunta comunale, accettando il comitato di garanzia, proprio perché per la proprietà lo stadio rappresenta un business imprescindibile.

Sul tema stadio

C’è un principio di fondo, che è quello dell’interesse pubblico. A determinate condizioni, questo può consentire all’amministrazione di fare un passo indietro. Il principale argomento è Euro 2032 e, in questo senso, siamo strettissimi con i tempi: l’amministrazione ha come termine il 30 settembre per presentare il piano, mentre entro il 1° ottobre il Governo dovrà presentare le proposte degli stadi per l’Europeo.

Sul ruolo di Marino

Marino è il direttore generale del Bari ed è il delegato a riportare al comitato di garanzia le informazioni che il presidente gli fornisce per iscritto. Perché si realizzi una compravendita devono esserci un acquirente e un venditore. Oggi sappiamo che esiste almeno un acquirente; domani dovremo stabilire se esiste anche la controparte, ossia un soggetto disponibile a vendere. Perché, se stravaluto un bene chiedendo una cifra inimmaginabile rispetto al suo reale valore di mercato, do la prova che non voglio vendere. Dobbiamo quindi intenderci sulla valutazione che la proprietà del Bari attribuisce alla SSC Bari.

Possibili ostacoli al progetto?

Un eventuale rinvio non sarebbe di ostacolo alla prosecuzione del progetto di acquisizione dei due stadi. Si tratta di due progetti differenti.

L'attività della procura

Credo che la Procura federale si sia mossa in questa direzione chiedendo informazioni. Ha avviato un’indagine conoscitiva che, al momento, è ferma in attesa di acquisire gli atti dalla Procura ordinaria. L’attenzione della Procura si sta spostando anche su altre operazioni, come quella relativa a Cheddira.

Le motivazioni della famiglia De Laurentiis

Loro (la famiglia De Laurentiis) non sono venuti perché amano la città di Bari, anche perché non vengono mai. Il loro è soprattutto un interesse di natura economica, così com’è giusto che sia.

Sulla protesta

La gente che ha scelto di protestare sta prescindendo dal rendimento del Bari, perché sa che sta giocando una partita molto più importante rispetto a quella che si vede sul campo.

Sul rapporto con Marino

Dopo non poche difficoltà, siamo riusciti, attraverso un lavoro diplomatico, a stabilire un rapporto diretto con Marino che, da quando abbiamo iniziato a parlare, si è dimostrato disponibile. Ora, però, dobbiamo guardare ai fatti, anche se su alcune questioni non dipende da lui. Se manterrà fede agli impegni assunti per iscritto dalla proprietà, sarà perché lo avrà voluto la proprietà; in caso contrario, le indicazioni arriveranno sempre dall’alto.

Ancora non sappiamo il nome dell'advisor

Noi parliamo con Marino per non dare alibi a De Laurentiis. Quando è iniziata questa vicenda, si percepiva che un advisor ci fosse, ma il suo nome non ci è stato ancora comunicato. Sin dall’inizio sapevamo che Marino sarebbe stato l’anello di congiunzione tra le parti: se la parola del presidente vale, allora il direttore Marino dovrà comunicare il nome dell’advisor, qualora questo esistesse.

Un messaggio ai tifosi del Bari

Le carte dicono che il 2028 il tempo è scaduto. La lettera sottoscritta dalla proprietà dice che il percorso è avviato verso la cessione nel 2028: stando a queste informazioni, noi dovremmo cambiare proprietà. Dobbiamo fare in modo, tutti quanti, che ci sia un'atmosfera e un clima che faccia intendere che il tempo è scaduto. Non ci sono più i presupposti per poter lavorare come hanno fatto fino all'anno scorso

Sezione: Primo piano / Data: Mar 29 settembre 2026 alle 16:29
Autore: Nicolò Turco
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