Il ritorno degli amici cagliaritani. Quest’anno il calendario è benevolo e strizza l’occhio a un’estate che non vuole proprio andare via. Sul Lecce splende il sole, così come a Cagliari. Nonostante la stima e l’affetto che legano queste due compagini, quella di oggi resta sempre una sfida salvezza. In palio ci sono tre punti pesanti in vista di un obiettivo che, per entrambe, è sempre lo stesso: la permanenza in Serie A.
Mister Di Francesco manda subito in campo gli ultimi arrivati, Ilic e Monteiro. Le aspettative sono altissime e si spera che i due nuovi acquisti possano dare quel qualcosa in più e permettere a tutta la rosa di compiere il tanto atteso salto di qualità.
La prima novità riguarda Ilic, schierato nel ruolo di play, mentre è Ngom il giocatore incaricato di portare pressione. Coulibaly torna leggermente più avanzato e, in fase di non possesso, si porta quasi sulla stessa linea di Stulic.
All’8’, Coulibaly recupera una bella palla a centrocampo e serve direttamente Stulic, che calcia ma mette alto. Per fortuna, però, l’arbitro aveva già ravvisato una posizione di fuorigioco.
Al 14’ ci prova Maldini con uno spunto interessante: salta Gaspar, arriva sul fondo, entra in area e prova ad aggirare Falcone. La conclusione viene deviata in angolo.
Al 23’ i giallorossi costruiscono bene l’azione. Danilo Veiga finta e mette dentro, Coulibaly ci crede fino in fondo e riesce a guadagnare un calcio d’angolo.
Al 29’ arriva il vantaggio del Cagliari. Fazzini calcia un angolo teso e a rientrare, Maldini viene lasciato completamente solo in area e, di testa, infila Falcone.
Al 39’ Obert riceve, prende la mira e calcia da fermo. La conclusione è potente, ma troppo centrale.
Al 42’ Monteiro serve Stulic, che controlla e calcia di sinistro sul primo palo. Caprile è attento e si rifugia in angolo. L’arbitro assegna due minuti di recupero.
Si riparte con il cambio: Fatah prende il posto di Ngom. Pronti, via e Gaspar sbaglia il rinvio: la palla arriva a Maldini, che serve Mendy. Il giocatore calcia e colpisce il palo interno, ma sulla ribattuta la palla termina fuori.
Al 58’ il Lecce batte un calcio di punizione con Ilic, ma la conclusione si perde abbondantemente sopra la traversa.
Un minuto più tardi, al 59’, il Cagliari va vicinissimo al raddoppio. Adopo approfitta di un pallone errato di Gallo e serve a rimorchio Maldini, che calcia di prima intenzione sfiorando il palo.
Al 63’ è ancora Maldini a colpire il legno, questa volta direttamente su calcio di punizione. La parabola è fantastica, ma il palo salva il Lecce.
All’80’ il nuovo entrato Fadera riceve il pallone in area, prova a schiacciarlo verso la porta, ma la conclusione finisce direttamente tra le mani di Falcone.
All’82’ si mette in mostra anche il giovane Sugamele, autore di un bel tiro potente sul primo palo. Falcone è reattivo e devia in angolo.
Ancora Cagliari all’84’: Adopo riceve sulla sinistra e calcia verso la porta, ma Falcone fa buona presa.
L'arbitro assegna 6 minuti di recupero. Non sufficienti per attribuire al Lecce quantomeno il voto. Squadra inesistente mentalmente, fisicamente e tecnicamente. Al 94', N'Dri entra in area, gioco di gambe e Deiola lo atterra. L'arbitro non assegna nulla e il VAR non richiama. Questo contatto, però, era calcio di rigore. Allo scadere succede l'incredibile. Veiga batte la punizione, addirittura Falcone serve l'assist di testa in area per Siebert che in rovesciata la butta fuori.
Autore: Stefano Sozzo / Twitter: @stesozzo
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