Il Bari vince, ma ancora squadra non è, perché tanto c'è ancora da fare e lavorare sulla condizione fisica. Il Casarano tiene bene in difesa (gol a parte, è andata meglio rispetto alle sfide contro Potenza e Giugliano) grazie ad un super Farroni (soprattutto su tre palle gol nitide di Butic nel primo tempo), ma solo a tratti esprime il suo potenziale offensivo. Sbilanciandosi e rendendosi più pericoloso soprattutto nel finale. Troppo tardi, ma non c'è per ora da disperare. 

TOP&FLOP. Flavio Bianchi, prima di tutto. Se voleva smentire gli scettici, ci è senza dubbio riuscito. Le ultime presenze in C risalivano al 2020/21, sia pure chiudendo in doppia cifra (13 reti in 32 gare con la Lucchese), per poi finire in A col Genoa (1 rete in 7 gare) e mai oltre le 4 marcature a stagione in B con il Brescia. Per tutte queste ragioni, trattasi di scommessa. Ma ha saputo inserirsi bene nel match e cogliere l'attimo giusto. Casarano disattento sull'assist di Celli, ma gesto tecnico in girata apprezzabile per poi trovare il varco giusto per gonfiare la rete. Sarà un buon rincalzo o può ambire ad un posto da titolare? Il tempo dirà. Di sicuro non può dirsi ancora particolarmente positiva la prova di Gomez: sponde e lavoro sporco stavolta, comunque utile. Ma la via della rete non è stata ancora intercettata, si registra solo un tentativo però respinto. Non benissimo neppure Maggiore, tra i pochissimi al di sotto della sufficienza: molta confusione. Prezioso, nel finale, Cerofolini: la parata nel recupero su Grandolfo vale quasi quanto un altro gol su una conclusione insidiosa. Nota dolente l'ex Matino: non aiuta il Casarano con la sua espulsione, ma alla squadra di mister Di Bari va attribuito il merito di essersela comunque giocata a viso aperto malgrado un'ora di inferiorità numerica. Non sorride però il risultato esattamente come accaduto in Coppa Italia di C. Nota enorme di merito, come già detto, per Farroni: annulla letteralmente uno sfortunato Butic, tenendo a galla le serpi. Non ottimale in particolare un ritardo di Ciotti su una palla che poteva costare caro. 

LA GRANDE DEPRESSIONE. Si sentivano solo i sostenitori ospiti: 685 rumorosi e calorosi, ancora cori contro i De Laurentiis. Il tutto fa da contraltare al silenzio assordante dei locali, ancora una volta in protesta disertando e con lo striscione 'liberate il nostro Bari'. I sei punti in tre partite non possono bastare, per una battaglia evidentemente ancora più grande da combattere. Ben 2993 spettatori presenti: numeri che potrebbero bastare per impianti molto più piccoli in questa categoria. Numeri che a Bari non si registravano da almeno 13 anni, ai tempi dell'ultimo torneo dell'era Matarrese. Non esattamente quello che ci si sarebbe aspettato in tempi non sospetti e sino a qualche tempo fa. Discorso diverso sarà in trasferta: il tifo non mancherà. 

TEST PROBANTI. Da un lato l'Altamura, dall'altro il Barletta. Il prossimo turno per Bari e Casarano sarà importante per testare il percorso di crescita e le rispettive ambizioni: i murgiani in questo avvio si stanno rivelando una squadra ostica, tatticamente difficile da superare ma soprattutto mai doma. la Sambenedettese, in coppa, ne sa qualcosa e non solo. Avversario ostico e da non sottovalutare. Per le serpi c'è un Barletta col vento in poppa ma sciupone a Crotone. Per entrambe ci sono ancora dei meccanismi da rodare. 

Sezione: Primo piano / Data: Dom 06 settembre 2026 alle 09:39
Autore: Domenico Brandonisio
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