L’Eccellenza “che-va-veloce” consumerà in una settimana, a cavallo tra il tramonto di agosto e l’alba di settembre, i primi tre turni. Partire forte, e quindi preparati per tempo alla nuova stagione, vuol dire avere la potenzialità di mettere in cascina fieno del peso di nove punti.

Quella che sta per partire è la edizione n°36 dell’Eccellenza. Il calendario prevede subito un turno infrasettimanale, giovedì 3 settembre.

Le concorrenti sono 18, due in meno della scorsa edizione extra-large. Solo quattro le novità, considerato che dalla D è caduta solo Candela, che tuttavia sarebbe stata collocata nuovamente in Campania se non fosse evaporata all’indomani del deludente Girone H conclusosi in primavera. Le novità arrivano dunque tutte dalla Promozione: Cosmano Foggia e Trani dalla poule nord, Ostuni e Squinzano da quella meridionale. Ugento e Polignano sono state ripescate, come da regole del gioco.

Un po’ di storia

Inventata nel 1990, l’Eccellenza vide la luce anche in Puglia nell’autunno del 1991. A vincere il torneo d’esordio, la primavera successiva, fu il Noci del presidente Raffaele Putignano, dell’allenatore Bellantuono e di calciatori del calibro di Maggipinto, Camposeo, Epomeo, Totaro, Lomelo e Prisciandaro.

L’Eccellenza è stata in questi anni il gran ballo del calcio di provincia. Il suo Gotha. A parte Bari, Foggia e Lecce (non considerando Victoria, Japigia, Liberty, San Paolo, Cosmano, Incédit e Deghi), gli altri capoluoghi ci sono passati tutti dal massimo campionato su scala regionale: il Barletta, la Fidelis Andria, il Trani, il Brindisi, detentore del titolo e il Taranto che ripartirà proprio da lì dopo aver mancato per un soffio il ritorno in Quarta Serie al cospetto del Gladiator. Oltre a Barletta (vincitore 3 volte), Trani e Brindisi, molte grandi cittadine della Puglia hanno trionfato: Martina, San Severo, Monopoli, Fasano e Molfetta. Se poi parliamo di grandi piazze, dobbiamo inserire necessariamente Gallipoli e Casarano, più volte grandi protagoniste, con le serpi salentine che, al pari del Francavilla, hanno alzato tre volte al cielo la Coppa Italia Dilettanti di Eccellenza. Alla Hall of fame mancano Altamura (70 mila abitanti), ascesa al cielo dell’Interregionale dopo tre tentativi ai playoff, uno come Ruvo, due come Team, vincente nel 2017, e Andria, promossa attraverso i playoff nel 2014. C’è naturalmente un “caso” Bisceglie, cittadina di 54mila abitanti. Pur frequentandola molto, la squadra nerazzurrostellata non ha mai vinto l’Eccellenza, perdendo tre volte i playoff. Il grande riscatto è arrivato pochi mesi fa, con la conquista della Coppa Italia Dilettanti. Tra i centri più popolosi, Modugno (36 mila abitanti) non ha mai disputato un campionato di Eccellenza, Lucera (31mila) e Corato (47mila) non l’hanno mai vinta, nonostante abbiano partecipato a 14 edizioni ciascuno. Al contrario, ad aver vinto l’Eccellenza vi sono compagini espressione di piccoli paesi. Tutti salentini: Ugento (2024), con 11.900 abitanti, Matino (2021) con 10.800 e soprattutto Aradeo, con 8.900 anime: nel ’98 conquistò la Serie D che poi non disputò, poiché Antonio Tramacere cedette il titolo alla Pro Italia Galatina. A proposito di microcosmi, San Cassiano non ha nemmeno duemila abitanti: nel 2000, al termine della più importante stagione calcistica della storia del paese leccese, vide svanire il sogno e sgonfiarsi il pallone con l’ultimo posto. C’è anche una frazione (senza tener conto dei quartieri di Bari, dallo Japigia al San Paolo) a vantare una presenza, Montalbano di Fasano, molto popolosa con i suoi 2.900 abitanti,

L’Albo d’oro

Ventisei club diversi hanno vinto l’Eccellenza: Barletta 3 volte; Martina, San Severo, Gallipoli, Monopoli, Fasano, Francavilla (la seconda con la targa Virtus) e Casarano 2 volte; Noci, Toma Maglie, Massafra, Noicattaro, Aradeo, Locorotondo, Ostuni, Grottaglie, Trani, Bitonto, Nardò, Gravina, Audace Cerignola, Molfetta, Virtus Matino, Manfredonia, Ugento e Brindisi.

In tutto, sono 112 i club che vi hanno partecipato almeno una volta.

Il nodo impianti

Torniamo alla stretta attualità. E ai problemi legati all’impiantistica. Il Racale giocherà a Melissano perché il Basurto sarà interessato da lavori di ristrutturazione. Il Taurisano a Ugento, con il Perrotta che dovrebbe riaprire i battenti a breve. Il Polimnia ritrova il Madonna d’Altomare, che tuttavia potrà ospitare non più di 99 persone. Cosmano giocherà a Foggia senza pubblico. Taranto a Massafra a porte chiuse. Ma quanto meno i rossoblù riavranno prestissimo uno Iacovone straordinario, dopo i Giochi del Mediterraneo. Bitonto, dopo oltre tre anni, riavrà il Città degli Ulivi.

Sezione: Focus / Data: Dom 23 agosto 2026 alle 17:24
Autore: Vito Prigigallo
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