Mantovani, Maggiore e Colangiuli. Ma se vogliamo anche alcuni provvidenziali interventi tra i pali di Cerofolini ancora una volta. Manco a farlo a posta a decidere la sfida contro la Cavese sono tre reduci dell’ultima stagione dei biancorossi in Serie B. La squadra rimane un cantiere ancora aperto, la partita non è stata esteticamente bella da vedere, ma in questo momento (e sempre, ad onor del vero), ciò che conta è il risultato. Il fattore ambientale non va dimenticato (appena 2864 presenti sugli spalti) ed è un aspetto di cui bisogna tenere conto. Ma di questo ne parleremo più avanti. Di temi questa giornata ne offre un bel po’. 

NIENTE SMARTPHONE. La rivelazione arriva nel post-partita da parte di mister Rastelli. Un aspetto che ha lo scopo di favorire maggiormente il dialogo tra i calciatori e fare gruppo. Un aspetto che hanno notato i più anche nel pre-riscaldamento e che in B non si era intravisto. Un modo per fare spogliatoio con l’auspicio di formare uomini, prima che giocatori. Se c’è un aspetto che nel Bari dello scorso anno è mancato è proprio questo: il gruppo. Ed entusiasmo genera entusiasmo. Il cambio di rotta rispetto al passato su questo sembra già evidente anche se solo il campo dirà fino a che punto servirà per raggiungere gli obiettivi prefissati. 

MEA CULPA, MEGLIO TARDI CHE MAI? “Di questa retrocessione c’è da vergognarsi, io me ne vergogno e voglio porre rimedio”. Parole del neo capitano Valerio Mantovani. Sinceramente sarebbe stato meglio evitare il disastro sportivo, e magari metterci la faccia molto prima di adesso. Però meglio tardi che mai: il gesto e la consapevolezza sono apprezzabili dal momento in cui altri hanno preferito fuggire in silenzio e senza colpo ferire. E sicuramente Mantovani è uno di quelli che ci ha messo davvero l’anima nella passata stagione, pur non essendo sempre al top della condizione. La Serie C sta stretta ma lo è anche la B, ha poi aggiunto. Lodevole riconoscerlo, ma è qui che ci colleghiamo al terzo ed ultimo punto. 

UNA E PIÙ RONDINI NON FACCIANO PRIMAVERA. Anche stavolta fedele alla linea, la Curva Nord ha disertato la gara interna contro la Cavese, proseguendo la contestazione all’esterno del San Nicola. Ma se la squadra ingranasse e continuasse a far bene? Bisogna tenere conto di un aspetto: una rondine non fa primavera, ma nemmeno più rondini sono destinate a farlo. Anche se il Bari fosse a +10 sulla seconda dopo tre quarti di stagione (pensiero stupendo…) il problema di fondo, se la situazione attuale non cambiasse, rimarrebbe. Con tutto il bene che si può provare per Marino, Rastelli e gruppo squadra, il vero problema è purtroppo fuori dal campo anche nella migliore delle ipotesi. E qui bisognerà mantenere una coerenza duratura, proseguire una “battaglia” per una causa non da poco. Il riferimento in questo caso è soprattutto al tifoso medio: l’ultima volta che non ci fu una campagna abbonamenti risale al 2013/14 in Serie B, con la città in guerra aperta coi Matarrese. Bastarono alcune vittorie consecutive per vedere allo stadio 8mila persone contro il Palermo rispetto alle 936 totali contro il Modena di qualche settimana prima. E no, la cavalcata di marzo ed il fallimento pilotato erano ancora ben molto lontani. Questo è l’errore da non commettere per non perdere credibilità…

Sezione: Primo piano / Data: Sab 22 agosto 2026 alle 13:00
Autore: Domenico Brandonisio
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