Il bomber brasiliano dei biancorossi del Barletta, Da Silva ha parlato ai microfoni del corriere dello sport rivivendo tutte le emozioni vissute con la società pugliese e questo inizio straordinario di stagione:

IL PERIODO DIFFICILE DELL’ULTIMA STAGIONE  -  “Quello è stato un momento particolare, pesante. Non è facile giocare in una piazza importante come Barletta, ho avuto bisogno di tempo. Se penso a quei momenti, mi viene in mente che non avrei nemmeno dovuto finire l’anno qui, ma poi sappiamo com’è andata». L’inizio di questo campionato è stato incredibile.”

SI ASPETTAVA QUESTO INIZIO DI CAMPIONATO ? - “Forse così no, però mi sono preparato. A fine campionato sono tornato in Brasile dalla mia famiglia, ma mi sono allenato, anche mentalmente, ed è stato importante. L’anno scorso ho iniziato con una forma e una testa diversa, anche per quello che era successo ad Andria, e ci ho messo tempo a carburare.”

A QUALE DI QUESTI PRIMI 4 GOL SEI PIÙ LEGATO? – “Quello di Caserta, il primo tra i professionisti.”

MOMENTO DI FORMA  - “Credo che sia il momento della mia carriera nel quale mi sento meglio fisicamente e mentalmente anche se so di poter migliorare ancora e spingere più forte.”

NEL 2023 AVEVA DECISO DI ABBANDONARE IL CALCIO – “Devo ringraziare mister Raimondo Catalano. Io venivo da 5 anni in Spagna dove stavo facendo bene, ma non riuscivo ad andare avanti. Lui mi ha chiamato a Gravina, sono venuto e grazie a Dio è andata così.”

L’ESPERIENZA AD ANDRIA – “È un peccato che sia finita male, perchè Andria è una piazza che merita come minimo di stare in serie C. In quel momento però non c’erano le persone giuste.”

PERCHÉ HA SCELTO BARLETTA – “Nel 2023 ho giocato al Puttilli con il Gravina e a fine partita mi sono detto: “mamma mia, ma una piazza del genere che ci fa in Serie D?”. Mi sono innamorato subito, ma poi il Barletta è retrocesso in Eccellenza. Nel 2025 è tornato in D e quando mi hanno chiamato ho detto al mio procuratore “non sentiamo più nessuna squadra, dobbiamo andare a Barletta.”

LA PRIMA PARTE DELLA SCORSA STAGIONE - “Non è facile spiegare quello che è successo fino a dicembre, però ci tengo a dire che non ho mai avuto problemi con mister Pizzulli. Lui si aspettava tanto da me, così come anch’io da me stesso, tanto che mi chiedevo “ma io perché non riesco a dare qualcosa in più alla squadra?”. Stavo andando via, poi è arrivato mister Paci e mi ha dato fiducia, ci siamo trovati subito bene, sono cose che nel calcio possono succedere.”

LA PERMANENZA A BARLETTA – “Io volevo giocare in Lega Pro, con la maglia del Barletta. Ho ricevuto offerte dalla D, dall’estero, cifre importanti, ma ho detto al mio procuratore di chiudere subito con il Barletta perchè non volevo pensare ad altro. Se ti arrivano delle offerte, è umano ascoltarle, ma ho voluto subito chiudere per restare qui.”

IL RAPPORTO CON IL PRESIDENTE, IL MISTER E IL DIRETTORE – “Il presidente capisce di calcio ed è in grado di scindere il rapporto umano da quello lavorativo. Mister Paci ha fatto calcio ad alto livello e poi sono d’accordo con mister Cosmi: è un uomo vero. Il direttore De Santis è stato importante per farmi sbloccare quando le cose non andavano bene.”

LA DOPPIETTA AL BARI – “Quei gol sono stati importanti, emozionanti, per me e per la gente. Io, però, faccio il mio lavoro, tendo a chiudermi in me stesso e a non pensarci. C’era chi diceva che non potevo fare neanche la C, ma io non ascolto nessuno. Vado in campo e provo a dare il massimo per la squadra.”

L’UMILTÀ DI DA SILVA – “A Barletta mi trovo a casa, tutti mi vogliono bene. Penso ai bambini, anch’io quando lo ero sognavo di vivere emozioni con i giocatori e sono felice di poter regalare loro una gioia: è una cosa che mi viene naturale.”

IL RAPPORTO CON DIO - “Nei momenti di difficoltà o di gioia metto sempre Dio al primo posto. Per me è la cosa più importante, non c’è altro davanti a lui.”

IL MOMENTO MIGLIORE VISSUTO A BARLETTA – “Ne ricordo uno in particolare. Lo scorso anno siamo andati in un bar, con me c’erano Fabio Laringe, il presidente e il dirigente Pasquale Comitangelo. Eravamo ancora quinti in classifica, si è avvicinato un signore che ha iniziato a piangere spiegandoci come il Barletta fosse la sua vita. Lì ho capito davvero dove fossi e cosa stavamo trasmettendo alla gente. Ricordare quel momento mi emoziona ancora, mi mette i brividi.”

DOVE SI VEDE TRA UN ANNO? -  “Non so se sarò a Barletta o in un’altra squadra, mi auguro solo di essere felice come lo sono qui oggi.”

L’HA VISTO L’ALLENATORE NEL PALLONE ? – “Sì ho iniziato a vederlo a casa di un amico, però non l’ho finito. La scena della canzone è bellissima, chissà un giorno sarebbe bello incontrare Lino Banfi , magar magar (canta e sorride).”

Sezione: Serie C / Data: Gio 24 settembre 2026 alle 18:57
Autore: Cosimo Fretta
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