A Fasano tira un’aria ben differente rispetto a quella che appena un anno fa vedeva i sostenitori biancazzurri sognare ad occhi aperti la Serie C. L’ultima stagione non è andata come ci si aspettava e ad oggi il futuro del club resta in bilico, nonostante le rassicurazioni di non molti giorni fa. Ma facciamo un passo indietro. 

Lo scorso 10 luglio la società ha formalmente trasmesso la domanda di iscrizione al prossimo campionato, dopo qualche settimana in cui dubbi, incertezze e appelli hanno tormentato un po’ tutti all’ombra della Selva. Lo spauracchio sembrava passato, specie dopo l’accordo raggiunto prima con il nuovo direttore generale Francesco Montervino e poi con il nuovo allenatore Antonio Rogazzo, con tanto di firma ed ufficialità. La CoViSoD ha però respinto sul più bello la domanda di iscrizione del Fasano, ma se da una parte il club si dice sicuro di spuntarla dopo il ricorso che ha diritto di avanzare entro il prossimo 23 luglio, dall’altra i calciatori che avevano già raggiunto un accordo verbale per vestire la casacca biancazzurra, ora nutrono qualche dubbio.

È il caso di Taurino, Diop, Gatto e Rizzo, i quali vorrebbero non affrontare spiacevoli sorprese. Una paura legittima, perché ad oggi risultano ancora almeno cinque liberatorie non firmate, e tra questi calciatori c’è chi sta trattando tramite legali. Una situazione che per forza di cose frena il mercato, ma che secondo la società non ostacolerà la fumata bianca sul nodo iscrizione: la CoViSoD analizzerà il ricorso esprimendosi entro martedì 28 luglio, e sponda Faso si parla di un legittimo impedimento, figlio di alcuni ritardi fisiologici legati al passaggio di proprietà.

Sono in totale tre i club che in Italia hanno presentato ricorso dopo la prima bocciatura, Fasano compreso. Una telenovela che, in altre parole, non è ancora finita.

Sezione: Primo piano / Data: Sab 18 luglio 2026 alle 15:01
Autore: Nicolò Turco
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