Lo scatto per difendere la profondità dall’attacco avversario, il contrasto, poi il buio. Un ‘crack’ dall’esito nefasto: lesione di crociato anteriore e menisco. Una sliding door che può aprire due porte: quella dello sconforto e quella della forza d’animo. Dopo quel 37’ di Nardò-Virtus Francavilla del marzo del 2025, Francesco Russo aveva già deciso come reagire. Terapie interminabili e attese snervante accomunate da un unico denominatore: mai darsi per vinti. “Era una partita molto sentita, ci giocavamo l’accesso ai playoff e ho un rapporto speciale con la piazza di Nardò”, ricorda Russo ai nostri microfoni: “Stavamo giocando bene ed era un match molto combattuto. Sapevo che il mio avversario era in fuorigioco ma ho corso lo stesso per contrastarlo e la gamba ha ceduto”.
La riabilitazione e il rientro
Dopo l’operazione, la lunga riabilitazione: “Non mi sono perso d’animo, mi sono dato una carica in più. Il 17 maggio mi sono operato e ho subito cominciato la riabilitazione a Cesena dal dottor Marco Cola. Ho lavorato tantissimo tutti i giorni, dalle 9 alle 18”. Un percorso che non ha scalfito l’animo battagliero del difensore ma lo ha rafforzato, spinto da un obiettivo: il rientro sul terreno di gioco. Un traguardo preceduto da mesi lontano dai campi, vissuti quasi come un’apnea: “È stata dura non vivere lo spogliatoio, passavo le giornate chiuso in un centro di riabilitazione. Fortunatamente a marzo è arrivata la chiamata dell’Ilvamaddalena e ho deciso di chiudere la stagione in Sardegna”.
"Ora sono arruolabile, sono super affamato"
Una luce in fondo al tunnel che ha gettato le basi per il futuro: “Sono contento di aver finito la stagione all’Ilvamaddalena, scrollandomi di dosso le prime paure che un infortunio porta con sé e arrivando in finale playoff di Eccellenza. Ora sono tornato arruolabile a tutti gli effetti”. Smaltiti i postumi della lesione, Russo è ora al 100%. Lo si intuisce dal tono famelico della sua voce, dalla volontà di tornare ad essere protagonista nuovamente. Qualche squadra lo ha già intuito e si è fatta avanti: “C’è stata qualche chiacchierata ma nulla di concreto. Il mio obiettivo è quello di superare le 300 presenze in Serie D ma valuterei anche progetti importanti in un’Eccellenza di vertice”.
Esperienza, qualità e professionalità gli elementi che Russo porterà in dote nella sua prossima avventura: “Sono un professionista dedito al lavoro e al sacrificio, che sa fare gruppo e che mette i valori umani al primo posto. Sono super affamato, non vedo l’ora di tornare in squadra”.
La Serie D e il futuro
Il suo curriculum parla da solo: quasi 300 partite in quarta serie, vissute con maglie importanti come Nardò, Matera, Virtus Francavilla, Altamura, Grosseto. Russo conserva ricordi nitidi delle sue esperienze in Puglia e Basilicata: “Alla Virtus non ho potuto esprimermi al meglio perché ho avuto due infortuni lunghissimi, al polpaccio e al ginocchio. A Matera mi sono trovato benissimo con mister Ciullo, poi sono sorti problemi societari e a dicembre scelsi di andare via ma ho ottimi ricordi della città e dei tifosi. A Nardò ho vissuto un’annata bellissima ed è una piazza a cui sono legato”. Nel Girone H di Serie D ha vissuto gran parte della sua carriera: “Ho seguito lo scorso campionato domenica dopo domenica. Alla fine l’ha spuntata il Barletta dopo una lunga rincorsa ma i valori dei biancorossi erano indiscutibili”.
Chiosa finale sulle sue attuali condizioni: “Fisicamente sto benissimo, mentalmente di più. È inspiegabile la mia voglia di tornare e provare che ho ancora qualcosa da dimostrare”. Parole che raccontano un futuro ancora tutto da scrivere, con un’unica certezza: la determinazione nel superare ostacoli e avversità che forgia le caratteristiche del calciatore, oltre che dell’uomo.
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