“Non vi può essere alcuno spazio per derogare” ai principi di lealtà sportiva, parità delle condizioni competitive, indipendenza delle società, trasparenza degli assetti proprietari e certezza delle regole. È quanto sottolinea il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, nella risposta all’interrogazione parlamentare dell’onorevole Marco Lacarra (Pd) sul tema delle multiproprietà nel calcio professionistico.

Abodi ricorda che l’articolo 16-bis delle Norme organizzative interne della Figc stabilisce il divieto di controllo multiplo nel settore professionistico. La norma non consente al medesimo soggetto, così come al coniuge o a un parente o affine entro il quarto grado, di detenere direttamente o indirettamente partecipazioni, gestioni o posizioni di controllo in più società professionistiche.

La disciplina considera come forme di controllo anche la riconducibilità della maggioranza dei voti negli organi decisionali e l’esercizio di un’influenza dominante derivante da partecipazioni qualificate o da specifici vincoli contrattuali. L’obiettivo, spiega il ministro, è prevenire situazioni che possano incidere sull’autonomia decisionale dei club e sulla regolarità, trasparenza e credibilità delle competizioni.

L’articolo 16-bis prevede inoltre una disciplina transitoria per le situazioni di multiproprietà già esistenti prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni, introdotta il 28 luglio 2022. Tali situazioni dovranno essere superate definitivamente entro l’avvio della stagione sportiva 2028-2029. Abodi sottolinea quindi l’autonomia dell’ordinamento sportivo nella definizione delle regole relative all’ammissione ai campionati, all’affiliazione e ai requisiti di partecipazione, riconosciuta dalla legge 280 del 2003.

Il ministro evidenzia inoltre come il tema delle multiproprietà sia al centro del dibattito anche nel calcio europeo. Negli ultimi anni, infatti, numerosi club sono stati acquisiti da gruppi finanziari o fondi stranieri che hanno dato vita a vere e proprie “galassie” di società calcistiche. L’Uefa, ricorda Abodi, non pone attualmente un divieto generale all’acquisto di club in campionati diversi, vietando la partecipazione del medesimo soggetto a più società nella stessa competizione europea.

Qualsiasi eventuale revisione della normativa italiana, aggiunge Abodi, dovrebbe comunque garantire “in modo rigoroso” i principi di lealtà sportiva, parità competitiva, indipendenza dei club, trasparenza proprietaria e certezza delle regole. Il ministro precisa inoltre di non auspicare una revisione regolamentare finalizzata a una presunta modernizzazione del sistema o all’attrazione di maggiori investimenti internazionali se ciò dovesse mettere in discussione tali principi.

Infine, rispondendo alla questione relativa ai controlli sulle proprietà, Abodi annuncia che valuterà “la possibilità di proporre un allargamento a questo tema delle competenze esclusive” della Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche. L’obiettivo sarebbe rafforzare la tutela dell’effettiva parità competitiva e la fiducia dei cittadini nelle competizioni sportive professionistiche.

Sezione: Altre notizie / Data: Ven 11 settembre 2026 alle 18:56
Autore: Giovanni Scialpi
vedi letture