Durante la puntata di Forcing, andata in onda su Antenna Sud, è intervenuto il DS del Bisceglie Dammacco. Queste le sue parole:

La partita di Pomigliano

E’ stata una vittoria importante e pesante perché dovevamo archiviare subito la sconfitta di Taranto, dove abbiamo giocato sottotono. Abbiamo abituato tutti ad altre prestazioni e risultati e la sconfitta di Taranto è stata solo una prestazione opaca e dagli errori di domenica dobbiamo imparare tanto perché non possiamo deconcentrarci un secondo. Oggi è stata una trasferta durissima perché si sentiva dire che loro erano una squadra di metà classifica, ma queste partite in trasferta sono sempre più difficili. Non è stata una passeggiata contro una squadra esperta e fisica: siamo stati bravi a non deconcentrarci. Abbiamo gestito il risultato e poi abbiamo colpito nei momenti giusti.

«Queste sono le partite più insidiose, perché affrontiamo squadre che conosciamo meno. Il Città di Luzzi, ad esempio, è andato a vincere sul campo dello Sciacca segnando tre reti: questo deve farci capire il livello dell’avversario. Ai ragazzi ho detto di restare concentrati e con i piedi per terra. Prima di tutto dobbiamo pensare al nostro percorso, poi agli avversari. Il gruppo è straordinario, ma serve sempre equilibrio».

Un progetto nato da tempo

«Io ho creduto in questo campionato già da ottobre scorso, quando ho incontrato la proprietà. Dopo aver illustrato la mia idea di calcio, mi è stato proposto un contratto biennale: lì ho capito che c’erano basi solide. Con Di Meo c’è grande sintonia: le sue scelte tecniche le condivido pienamente, anche perché con questi calciatori possiamo interpretare diversi sistemi di gioco. Ho sempre detto che non è necessario spendere cifre esagerate. Citro è un ragazzo di grande qualità e disponibilità. Ad agosto gli diedi la possibilità di allenarsi con noi e, quando gli proposi il contratto, gli lasciai indicare la cifra. Mi sono fidato prima dell’uomo e poi del calciatore».

La gestione del doppio impegno

«Il doppio impegno per noi rappresenta un punto di forza. Abbiamo una rosa ampia, che consente rotazioni e una migliore gestione degli infortuni. In Coppa non c’è l’obbligo degli under e questo permette di dare spazio a chi gioca meno in campionato. Non dobbiamo però sottovalutare nulla: cambiare troppo può creare problemi, come è accaduto contro l’Oppido. La profondità dell’organico ci permette di restare competitivi su entrambi i fronti, anche se dopo i punti persi con il Foggia siamo un po’ in ritardo rispetto al Brindisi».

L'importanza del lavoro di gruppo

«Mi piace lavorare con persone propositive. Lo staff l’ho scelto personalmente, dal magazziniere al fisioterapista: qui a Bisceglie sono delle istituzioni, ma sono stato io a confermarli, grazie alla fiducia e alla carta bianca concessa dal direttore generale. Abbiamo costruito un gruppo solido, non solo tra i calciatori ma anche tra chi lavora dietro le quinte. Ed è questo uno dei nostri punti di forza».

Sezione: Eccellenza / Data: Mer 25 febbraio 2026 alle 22:53
Autore: Nicolò Turco
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